venerdì 30 gennaio 2015

Tumori, all'ospedale di Padova la prima Pet/Rm a basse radiazioni (8 milioni di euro)



Oltre alla Pet/Tac dello IOV ora a Padova è funzionante anche una Pet/Rm. Ecco la notizia da Padovaoggi: Tumori, all'ospedale di Padova la prima Pet/Rm a basse radiazioni
Il macchinario permette l'esecuzione simultanea di indagini Pet e di risonanza magnetica. Inoltre la quantità di radiazioni emesse è bassissima. L'apparecchio è entrato in funzione nell'Azienda ospedaliera di Padova
La prima Pet/Rm d’Italia, macchinario che permette l’esecuzione simultanea di indagini Pet (Positron emission tomography) e di risonanza magnetica (Rm), è entrata in funzione in Veneto, all'Azienda Ospedaliera di Padova, lunedì 26 gennaio 2015.

L'INAUGURAZIONE. L’avveniristica apparecchiatura è stata inaugurata dal presidente del Veneto Luca Zaia, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore alla Sanità Luca Coletto, del presidente della Commissione sanità del consiglio regionale Leonardo Padrin, del sindaco Massimo Bitonci, del rettore dell’Università Giuseppe Zaccaria, e di Antonio Finotti, presidente della Fondazione Cariparo, che ha offerto un importante contributo per l’acquisto. 
L'APPARECCHIATURA. La Pet/Rm è particolarmente utile per la diagnosi e la stadiazione dei tumori, in particolare quelli cerebrali, del collo, della mammella, del fegato e dell’apparato urogenitale; per lo studio delle patologie del cuore; ed in campo neurologico, specie per lo studio delle demenze e delle epilessie. Rispetto agli altri macchinari, presenta anche il vantaggio di una bassissima quantità di radiazioni ionizzanti emesse (un terzo rispetto alle altre macchine), e per questo è particolarmente indicata per lo studio dei tumori nei bambini.
ZAIA. “Questo gioiello sarà una straordinaria nuova arma - ha dichiarato Zaia - per conoscere meglio e combattere di più tante malattie gravi e per fare nuovi passi avanti nella ricerca”.
I COSTI. La Pet/Rm è costata 7 milioni 785mila euro, più 400mila euro per l’adeguamento antisismico della struttura che la ospita. L’Azienda ospedaliera vi ha contribuito con 1 milione 424mila euro, la Fondazione Cariparo ha stanziato 5 milioni 460mila euro per l’acquisto della strumentazione e 1 milione 300mila euro per il consolidamento statico e l’adeguamento strutturale del “Giustinianeo”, dove si trova l’imponente macchinario.

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