
Costruisco questo post anche per coloro che non hanno il tempo per navigare in internet, in modo che si facciano un'idea della polemica, del personaggio e della sua complicata esistenza. E' illuminante, per capire le idee di Vasco sulla famiglia e sui tre figli , anche l'articolo del Corriere del 30 agosto (per leggerlo cliccare sul link all'interno dell'articolo del 5 settembre). Per conoscere la vita di Vasco si veda la pagina web su Wikipedia (qui), o quella, più addolcita del sito ufficiale (qui).
Parto dall'articolo del Corriere della Sera (Redazione Online Salute), riporto alcuni commenti, inserisco un clippino (video) in cui Vasco dice che non ha il cancro e concludo con l'articolo al "vetriolo" e farcito di citazioni del giornalista di Repubblica Francesco Merlo, pubblicato il 08.09.2011.
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Gli oncologi contro Vasco:
«Inaccettabili le sue parole sul cancro»
«Inaccettabili le sue parole sul cancro»
Il cantante aveva dichiarato: «Se avessi
avuto un
tumore, non mi sarei curato. Meglio andare ai Caraibi»
Vasco: Se avessi un tumore? Non mi curerei |
MILANO - Per qualche settimana non si
era arrabbiato né
aveva fatto arrabbiare alcuno. Ma ecco che Vasco ritorna al centro delle
polemiche, dopo un'intervista rilasciata a Vanity Fair qualche giorno
fa. Il rocker aveva dichiarato: «Se avessi avuto un cancro
non
mi sarei curato. Antidolorifici ai Caraibi, ecco quello che avrei fatto.
Perché non voglio soffrire, voglio morire allegro».
I medici del
settore sono scesi subito sul piede di guerra: Umberto Tirelli,
direttore del dipartimento di Oncologia del prestigioso Istituto
Nazionale Tumori di Aviano, attacca senza remore il cantante: «Le
affermazioni di Vasco Rossi sono in forte contrasto con la realtà perché
anche se questa potrebbe essere solo una sua considerazione personale,
visto il personaggio pubblico, è un invito a molti pazienti a non essere
trattati ed eventualmente guariti dalla loro malattia oncologica e
senza, tra l’altro, rispetto e una parola di conforto per tutti coloro
che oggi stanno affrontando questa terribile esperienza personalmente o
con una persona cara e fra i quali ci sono sicuramente molti dei suoi
fan».
I DATI - Tirelli espone i dati: «Ogni giorno lavorativo in Italia
a circa 1.000 nostri connazionali viene fatta una diagnosi di cancro
per 250.000 nuovi casi di tumore l’anno, dei quali circa 10.000 sono
sotto l’età dei 40 anni. In Italia vi sono oggi 2.200.000 persone che
vivono con il cancro e, di queste, circa 1.285.000 sono lungo
sopravviventi, possono cioè essere considerati guariti con una spettanza
di vita identica a quella della popolazione generale senza cancro.
Quanto riferito pertanto da Vasco Rossi, pur rispettando la sua
personale visione del problema, non si può assolutamente accettare come
un eventuale consiglio a chi è affetto da una patologia oncologica.
CARAIBI? NON PER TUTTI - E il
medico conclude: «Tra l’altro i
Caraibi, oltre a non essere alla portata di molti pazienti, a differenza
di Vasco Rossi, farebbero fatica a contenere le oltre 2.200.000 persone
che oggi in Italia sono affette da tumore. Un cattivo maestro per
quanto riguarda la droga e un pessimo maestro per quanto riguarda
l’oncologia: questo è Vasco Rossi. Pur essendo un grande autore e un
eccellente cantante. A ognuno però i propri ruoli: sconfinare dalle
proprie conoscenze ed esperienze può essere dannoso per gli altri.
Comunque, un augurio che la sua malattia, qualunque essa sia, guarisca
con i trattamenti in atto. Anche Vasco Rossi è infatti un paziente”.
Redazione Online Salute
05 settembre 2011(ultima modifica: 06 settembre 2011 16:39)
05 settembre 2011(ultima modifica: 06 settembre 2011 16:39)
E' ANDATO... 05.09|20:07
TALAMEN
Parli così perchè oramai hai già dato...
Eppoi, Vasco, non puoi mica decidere tu quando avere il cancro...ti vedo
proprio a 10 anni andare ai caraibi...
OGNUNO 05.09|20:07
briciola64
deve essere libero di fare le proprie
scelte. Se vasco rossi la
pensa in questo modo non vedo perche' si debba fare polemica. Gli
oncologi pensano forse che i malati di cancro abbiano voglia di seguire
una rock-star? Qui si parla di malattie mortali,di anni di cure dolorose
...mica di sesso,droga e rock and roll.
Vedere DVD Mike
Anderson - Guarire dal
Cancro
05.09|19:46
05.09|19:46
ForzaDAnimo
Invito tutti a visionare il seguente
DVD: "Mike Anderson - Guarire
dal Cancro - DVD - Per scegliere devi conoscere le alternative". Trailer
su YouTube.
Ho seguito gli interventi in TV del prof. Tirelli ai tempi caso Di
Bella: Ho pensato fin da subito che mai un giorno mi sarei messo nelle
mani di questo personaggio.
Ricordo che disse pressapoco che che la storia del rapporto medico
paziente non esiste: il medico deve curare la malattia e basta.
Tipico medico agguerrito e tracotante contro tutto ciò che non sia in
linea con la sua attività.
Attenzione ai fiumi di denaro che stanno dietro la chemioterapia e
radioterapia. Ci sono verosimilmente interessi enormi affinchè nessuna
alternativa venga a galla.
x Pedcin
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Riporto due commenti da www.vascodentro.com/
Rex
Mio padre si è sottoposto a 3 anni di
terapie, chemio, tour de force in
Italia e non solo per andare dai cosiddetti migliori medici, cure
alternative e qualsiasi cosa fosse propinata, anche in malafede a mio
avviso, per non avere alcun risultato, anzi forse sprecadno tempo
prezioso che avrebbe potuto passare con la famiglia.
Quindi Vasco
ha detto una cosa giustissima, ognuno è libero di fare quello che
vuole.
Probabilmente è quello che farei anche
io
Roby_Gabri
Mio zio quando ha saputo di avere un
tumore incurabile ha rifiutato ogni
cura, andando contro i suoi figli. E' tornato nella sua Sicilia e ha
finito, fino a che ha potuto, di costruire la Sua casa. Se n'è andato in
un mese, forse con le cure sarebbe vissuto qualche settimana in più,
non lo possiamo sapere...Qualcuno lo ha definito egoista, io credo che
ognuno, Vasco e mio zio compresi, debba essere libero di vivere e morire
come preferisce. Siamo maggiorenni per cosa? Solo per riempirci di
debiti e farci rubare la vita dallo Stato? La vita è una, forse è un
miracolo quando arriva ma è quasi sempre una battaglia combattuta da
soli. E se uno è stanco di combattere, se nella sua vita ha fatto tutto
quello che era nelle sue forze, non è un codardo. E' un uomo libero di
non ritornare.
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"Non ho il cancro" da Ansa.it
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PARLATO E ROCK CANTATO (dal sito di Francesco
Merlo)
Quanti parassiti sulle ferite di Vasco
di Francesco Merlo
la Repubblica 08.09.2011
Come i parassiti che si installano sulla
criniera di un cavallo di
razza, i rancorosi d’Italia si sono annidati sulle ferite di Vasco
Rossi. E adesso c’è pure l’ oncologo saputo che boccia scientificamente
la sua terapia vacanziera – <io me andrei ai Caraibi> – contro il
cancro eventuale. E c’è il sottosegretario Giovanardi che gli
rimprovera la marijuana mentre sniffa bigottismo e spaccia demagogia
politica. C’è pure il capo di un fantomatico ‘Dipartimento politiche
antidroga’, che, come fosse il Paul Nizan di Aden Arabie, gli ha
indirizzato una lunghissima lettera aperta sui giovani.
Dall’altra parte anche il geniale Mogol è
scivolato, per simpatia,
nella solita difesa retorica del ruolo della pop star. E mentre a
Venezia trionfa un film sulla vita di Vasco, c’è un candido mondo
italiano, forse il più sincero e il più a rischio, che si è ammalato di
vascorossite, che è la vita vissuta come un concerto, è il mal di ossa
di uno stanco sessantenne karaokizzato a maledettismo, è il bollettino
medico recitato come un rosario.
Tutto è cominciato all’inizio
dell’estate, quando Vasco Rossi invece
di cantare il malessere degli uomini fragili si è messo a spiegarlo,
sulla sua pagina di Facebook innanzitutto, come fosse l’Heidegger dei
‘Sentieri interrotti’ o il Magris di ‘Lontano da dove’. E ha trattato
la propria depressione e la propria ipocondria come qualità artistiche.
Pensate: l’artrosi creativa è un
concetto che neppure Hegel era
arrivato a immaginare come incarnazione dello spirito del tempo. E
invece Vasco ha esibito i suoi ricoveri e i suoi check up all’ospedale
come se avesse rivissuto la stagione all’inferno. E i tranquillanti e le
pillole, e i bronco dilatori e le farmacie sono diventate diavolerie
d’artista, come la foglia di cannabis che una volta mostrava nei
concerti.
Povero Vasco. A 60 anni capita di star
male. Ma un Rimbaud che si
rivolge alla Asl è una novità anche per Zocca. E sicuramente Simon e
Garfunkel esageravano quando cantavano <I am a rock /
I am an island / and a rock feels no
pain / and an island never cries /
io sono una roccia / io sono un’isola / e una roccia non sente dolore /
e un’isola non piange mai>. Ma forse un po’ di ragione ce l’avevano
pure , altrimenti c’è Renato Carosone con <le palline e
glicerofosfato bromotelevisionato grammi zero zero tre. A Vasco,
pigliate ‘na pastiglia, siente a mme !>.
E però da quel momento l’Italia ottusa
del <lei non sa chi sono
io> o meglio del <lei non sa che competenze ho io> lo tormenta e
approfitta dell’usura della sua vita spericolata come i marinai di
Baudelaire tormentavano l’albatro che, trascinato in basso al loro
livello, diventava goffo perché le sue ali di gigante gli impedivano di
camminare.
E’ così anche per Vasco il cui talento
diventa un impaccio quando
scende a livello della solita Italia che non discute ma abbaia, dei talk
show dedicati alla vita e alla morte . Da questa estate Vasco è infatti
un pretesto di intrattenimento sui temi disperati del nostro tempo che
in Italia sono materia incandescente. Il coma irreversibile, la
malattia come sepolcro, la libertà di scegliere il modo di (non)
curarsi, i danni e i benefici delle droghe, e ancora vivere e disvivere,
l’ alcool e le sigarette, sono tutti problemi forti che mai vengo
affrontati con la delicatezza che sarebbe necessaria, sapendo che
nessuno ha l’ultima parola, neppure Vasco.
E non gli perdonano l’uso di Facebook
perché non perdonano a Facebook
di esistere. Facebook è il teatro della sfrontatezza e del narcisismo
di quel mondo che appunto Vasco interpreta, anche se ovviamente non lo
spiega. E’ lo strumento di comunicazione dei giovani speciali aperti a
tutti gli azzardi.E’ il diario degli ingenui di tutte le età che lì, su
quelle pagine, mettono a nudo quel che hanno di più importante, alcuni
l’intelligenza e altri il cuore, altri ancora le proprie debolezze,
come ha fatto appunto Vasco. E l’ingenuità è un po’ la cifra
antropologia di questa generazione, di questi ragazzi che, come il
vecchio Vasco, non sono mai furbi. Vasco è come loro, senza pelo sullo
stomaco nonostante i sessanta anni e la vita spericolata.
Di lui è affascinante la voce roca. Ed è
bella la sua bruttezza. Sono
armoniche le sue disarmonie vocali. Anche la pataccheria di cui si
adorna è un rigorosa mancanza di gusto che lo rende poeta, un nostro
piccolo Bukowski. Ma il vascorossismo parlato, ci perdoni, sta facendo
di lui una specie di Vespa del rock. Se non ci fossero i parassiti che
lo sfruttano non ne ce ne occuperemmo neppure.
E invece parliamo del cancro.
All’oncologo Tirelli che gli si è
clinicamente contrapposto, ovviamente non ha nulla di scientifico da
dire. Ma il cancro è un nodo grosso per tutti . E’ un po’ come la mafia
per i siciliani, è lì, la minaccia come arredo della mente, non c’è
famiglia che non ne sia stata colpita … Ciascuno ha dunque il diritto
di reagire come gli pare. Avevo un amico, professore universitario, che
non potendosi permettere i Caraibi, si chiuse nella sua casa di campagna
con una donna più giovane, già sua studentessa, la quale inutilmente lo
aveva corteggiato prima della malattia. Ognuno si sceglie la cura da sé
e so di medici – molti – che la pensano come Vasco.
Contro Giovanardi ha gioco più facile,
non perché abbia ragione
sulle droghe. L’argomento è aperto ed è dibattuto in tutto il mondo.
Sartre si pentì di avere scritto le sue opere sotto l’effetto di
allucinogeni: pensava che gli avessero allungato la vista e accorciato
la vita. In Inghilterra gli antiproibizionisti più accesi sono diventati
proibizionisti e viceversa … Ma Giovanardi è un monumento di bigottismo
e di speculazione politica, è quello che ha insultato il cadavere di
Cucchi, quello che appena sente la parola gay mette mano alla pistola
caricata a scempiaggini pesanti, è il cattolico feroce che smentisce
ogni giorno Gesù… Vasco Rossi lo batte anche senza cantare, anche senza
uno di quei concerti dove è lecito insanire, dove ancora i ragazzi
italiani ‘walk on the wild side’ camminano sul lato selvaggio della
strada’, come dice Lou Reed. Speriamo di rivedere Vasco Rossi presto in
un concerto, speriamo che abbandoni questo sfibrato e un po’ ridicolo
rock parlato, un rock alla Calimero, pulcino canuto che si crede nero.
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