Riporto
l'articolo di Paolo Baron pubblicato sul Mattino
di Padova il 12 ottobre 2011 dal titolo: Vende veleno di scorpione
anti-cancro:
denunciato
PADOVA. Lucrare sulla disperazione altrui. Questa la professione che aveva scelto per sé G.B., 51 anni, bresciano, denunciato dalla squadra Mobile di Padova per importazione irregolare di medicinali e sul quale grava pure l’ipotesi di reato di truffa. L’uomo è stato bloccato una decina di giorni fa al casello di Padova Ovest, dove aveva dato appuntamento a una quarantenne padovana per venderle flaconi di Vidatox, un farmaco omeopatico prodotto a Cuba a base di veleno dello “scorpione azzurro”, animale che vive solamente nell’isola centramericana.

Gli uomini del vicequestore aggiunto Marco Calì, sono arrivati a
cinquantenne bresciano grazie alla quarantenne residente in città che da
tempo sta lottando contro il cancro. La donna, grazie ad un passaparola
fra ammalati si era messa in contatto con l’uomo che le aveva dato
appuntamento alcuni mesi fa al casello di Desenzano: in quell’occasione
lo scambio fu di 10 flaconi da 50 ml in cambio di 300 euro.

Così, aveva approfondito la sua ricerca personale, maturando l’idea
che, probabilmente, se non era caduta in una vera e propria una truffa,
stava comunque acquistando un prodotto che non serviva nulla ad un
prezzo come minimo 500 volte più alto rispetto a quello dichiarato dalla
casa farmaceutica cubana.
Così, a fine settembre, la donna si è recata in questura chiedendo
aiuto alla squadra Mobile che ha raccolto la sua querela che ha dato
impulso all’indagine. Gli investigatori, coordinati dal sostituto
procuratore Paola De Franceschi, sono così arrivati al venditore
bresciano, che concludeva affari con uno pseudonimo. G.B., di fatto
senza fissa dimora (in questo periodo alloggiava in un bed and breakfast
di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova), è stato così
contattato nuovamente dalla donna che gli ha dato appuntamento al
casello di Padova Ovest. Appena G.B. ha tirato fuori dal bagagliaio
della sua auto i flaconi gli agenti fermi nel parcheggio sono usciti
allo scoperto bloccandolo. In totale la polizia ha sequestrato 47
flaconi da 5 ml, che rivenduto avrebbero fruttato circa 1.500 euro La
Mobile, oltre ai flaconi, ha sequestrato anche la Fiat Brava blu e il
cellulare dell’uomo, nella memoria del quale ci sarebbero decine di
messaggi , inviati da persone ammalate che da tutta Italia lo
contattavano per poter acquistare il Vidatox.
Stando a quanto riferito dalla questura patavina, si tratterebbe del
primo sequestro nazionale del farmaco omeopatico anti cancro. L’uomo è
stato denunciato e ora rischia una multa da 2.000 a 10 mila euro, ma
anche di finire dietro le sbarre. “Non ho fatto nulla di male” , avrebbe
detto il rappresentante illegale di farmaci, sostenendo che la sua
attività era a fin di bene.
Il Vidatox è da mesi al centro di polemiche, anche perché il commercio
in Italia non è stato minimamente preso in considerazione dal ministero
della Sanità. Tuttavia, il passaparola fra ammalati di tumore avrebbe
creato un mercato parallelo, con numerose persone che fanno la spola fra
Cuba e l’Italia acquistando flaconi a pochi euro per immetterli nel
mercato nero italiano.
La Finanza pugliese, nei mesi scorsi ha svolto anche un’indagine nei
confronti di un imprenditore albanese che aveva aperto in albania una
fabbrica per la produzione di un farmaco con lo stesso principio attivo,
ma la cui attività è stata bloccata sul nascere. Nel frattempo la
Mobile padovana, contatterà tutti i clienti dell’indagato.
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