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Ciao, Anna Lisa |
In questo blog, dedicato alla lotta contro il cancro, non si parla solo di vittorie, ma anche di sconfitte. Ma dietro ad ogni sconfitta causata dal cancro c'è la storia di una persona che merita di essere raccontata e ricordata, come quella di chi riesce a sconfiggerlo.
Trovo
nelle news di Yahoo la notizia della morte di Anna Lisa Russo. Avevo
parlato di
lei nel post (clicca
qui) in cui descrivevo il blog dei blog http://oltreilcancro.it/.
Nel suo blog (Il
blog di Annastaccatolisa: Ho il cancro) mi era piaciuto il bellissimo aforisma: Quando nel dolore
si hanno compagni che lo
condividono, l’animo può superare molte sofferenze ( William
Shakespeare).
Anna Lisa se n’è
andata. All'una di notte è morta Anna Lisa,
la ragazza che da quasi tre anni raccontava la sua battaglia dal blog
“Ho il
cancro”
Anna Lisa se n’è andata. All’una di notte nel reparto
cure palliative
dell’ospedale di Livorno. Per quasi
tre anni aveva raccontato dal suo blog “Ho
il cancro” la lunga battaglia contro una
malattia che pian
piano se l’è mangiata.
Ma Anna Lisa Russo
ha vinto lo stesso. La 33enne di Montecatini ha vissuto una
vita coraggiosa all’insegna dell’ironia e dell’amore
per il prossimo e lo ha dimostrato tramite quelle parole scritte quasi
ogni giorno dal suo «blog di una malata, viziata, coccolata, amata e
fortunata». Dai primi capelli che cadevano, al dolore fisico, fino al matrimonio
celebrato il 15 agosto scorso con il suo Andrea, l’amore di
una vita che le è sempre stato accanto.
In
migliaia l’hanno seguita su Internet. Hanno fatto il tifo per lei e
sono diventati suoi amici. «Il fatto è che sono giornate difficili»,
aveva scritto negli ultimi giorni sul suo blog, «Sono stanca di tutta
questa sofferenza. Non c'è niente che mi vada bene, niente che migliori.
E allora piango, mi dispero. Ho dolore. Continuo a gonfiare. Cammino
male. Lividi e smagliature. Non riesco a deglutire se non con l'aiuto di
mille litri di acqua. Mi hanno aumentato la morfina dopo che me
l'avevano diminuita. Dormo, dormo e dormo. Dico cose senza senso,
vaneggio, parlo a vanvera. E non quando sono in dormiveglia, no! O
perlomeno, non solo! Vaneggio quando sono sveglia, sveglissima! Ed è
terribile. E' come se perdessi il controllo di me stessa. E ci soffro. E
in tutto questo, quindi, non riesco a fare niente perché o dormo, o
piango, o ho dolore. E non è certo questa la vita che vorrei. Voglio
scappare».
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