domenica 12 ottobre 2014

Diario dalla Radioterapia dell'Istituto Oncologico Veneto (IOV)




dipinto di Monika Zerbetto,
mi assomiglia?
Sono stato ricoverato da sabato 6/09/2014 a martedì 16/09/2014 nel reparto degenze della Radioterapia dell' Istituto Oncologico Veneto (IOV).  Si trova al 1° piano di un vecchio edificio all'interno dell'Azienda Ospedaliera di Padova e non al Busonera dove ha sede lo IOV. Al secondo piano c'è il reparto delle degenze di oncologia medica 1a e 2a. Nel sito è scritto che il responsabile del reparto è il dott. Guido Sotti, ma è andato in pensione da poco,  l'attuale facente funzione è il dott. Luigi Corti. I reparti sono stati tutti riadattati, le stanze, da due e 6 letti sono piccole e i bagni sono fuori stanza. Sono previsti spostamenti di reparti alla sede centrale dello IOV. Sono rimasto colpito nello scoprire che alcune scale di sicurezza non sono mai state collegate con l'interno, terminano con una finestra. E' scritto nella lettera di dimissioni del 16.09.14 indirizzata al medico e all'oncologo curante, firmata dalla dott.ssa Friso:  All'ingresso il paziente, affetto da osteolisi a carico di L1 (vedi tac del 28.08.14) e già portatore di busto, presentava lombalgia ingravescente. Un RX della colonna eseguito il 06/09 descriveva parziale riduzione in altezza del soma di L2 per processo osteolitico. E' stato pertanto sottoposto a RT su L1-L2 con dose totale erogata di 20 Gy in 5 frazioni, terminata in data odierna con buona tolleranza. Per ogni frazione venivo irradiato in quattro parti: sopra la vertebra, sotto, di fianco a destra e a sinistra, in totale mi sono stati somministrato 4 Gy sulle vertebre L1 e L2.

Il gray (simbolo Gy) è l'unità di misura della dose assorbita di radiazione del Sistema Internazionale. Un'esposizione di un gray corrisponde a una radiazione che deposita un joule, (definito come 1 kg·m²/s²), per chilogrammo (simbolo: kg), di materia (sia tessuti biologici sia qualsiasi altra cosa). Per leggere le attività del reparto di Radioterapia e Medicina Nucleare, clicca qui.
La radioterapia (vedi Wikipedia) è una terapia medica consistente nell'utilizzo di radiazioni ionizzanti. La radioterapia è utilizzata soprattutto nel trattamento di forme di tumore, infatti utilizza un fascio di fotoni penetranti, di 5-10 MeV di energia, per danneggiare il patrimonio genetico delle cellule malate e impedire così che proliferino, mentre è poco impiegata in patologie non oncologiche. La radioterapia può essere curativa in un certo numero di tipi di cancro, se confinati in una zona del corpo. È prassi comune combinare la radioterapia con la chirurgia, con la chemioterapia, con l'ormonoterapia e l'immunoterapia. Lo scopo esatto del trattamento (curativo, adiuvante, neoadiuvante, terapeutico o palliativo) dipenderà dal tipo di tumore, dalla posizione e stadio, nonché dalla salute generale del paziente. Le radiazioni ionizzanti utilizzate in radioterapia sono in grado di danneggiare il DNA del tessuto bersaglio. Le cellule tumorali sono, in genere, scarsamente capaci di riparare i propri danni e quindi vanno incontro a morte cellulare. Per risparmiare tessuti sani, ad esempio pelle o organi che la radiazione deve superare per arrivare al tumore, i fasci delle radiazioni vengono sagomati e rivolti da diverse angolazioni, intersecandosi nel centro della zona da trattare, dove perciò vi sarà un quantitativo di dose assorbita totale superiore che nelle parti adiacenti.

Diario dalla Radioterapia
Riporto alcuni post che avevo scritto durante la degenza.
Le pareti del reparto della radioterapia sono colorate dai pannelli decorativi dipinti dagli studenti delle classi 4A e 4D del liceo artistico Modigliani di Padova in collaborazione con la prof. Bressan Teresa; sono stati realizzati nel 2010. Ha scritto la studentessa Chiara Bazza, che ho conosciuto, come dedica ai pazienti oncologici: ...ora i colori riempiono il tempo e mantengono vivo il ricordo della tua gioia di vivere...questi pannelli sono un bell'esempio di dialogo intergenerazionale, bravi ragazzi, docenti e presidi, la solidarietà viene prima di tutto.
In alto uno dei pannelli, nel dipingerlo la studentessa Zerbetto Veronika si è ispirata a me?

Al 3° giorno di ricovero ho fatto il centramento della parte da irradiare nella sede centrale dello IOV che dista 300 metri da dove sono ricoverato...perché lì? Stanno cambiando il dispositivo del centramento, quindi viaggio in ambulanza con gli scossoni delle buche. Scopro che a causa di un sottopassaggio troppo basso, che collega la parte est con quella ovest dell'Ospedale, le ambulanze sono state irrigidite e quindi gli ammortizzatori non funzionano. I barellieri hanno viaggiato a velocità di tartaruga. Arrivati ho dovuto attendere il mio turno per la tac e il centraggio. Lo hanno fatto tre giovani simpatici e aitanti, due erano tecnici radiologi e uno specializzando in radioterapia al 2° anno: spiritosi, gentili e simpatici. Ci sarebbe molto da dire sul centramento ma lo riservo ad altra data.

Ho avuto una piacevole conversazione con la caposala Barbara, la dizione esatta e coordinatrice infermieristica. Mi ha detto che chi lavora in un reparto di oncologia, spesso lo fa per scelta perché è stato toccato direttamente o indirettamente dalla patologia, altrimenti non dura a lungo e chiede trasferimento ad altro reparto. Brava Barbara e brave le sue collaboratrici. Nella foto Barbara, la Coordinatrice infermieristica della Radioterapia, nel suo ufficio. Continua Barbara con impegno e professionalità il tuo prezioso lavoro assieme ai tuoi collaboratori. La vostra professione, Coordinatrici, Infermieri, OSS e mal riconosciuta, però voi siete sempre vicini ai pazienti ed essi si rivolgono a voi nei momenti di difficoltà ...speriamo in tempi migliori.
Barbara, coordinatrice infermieristica


Polpettine al pomodoro e patatine al forno fanno parte del menù della domenica, per fortuna che Giovanna e Paolo, mia moglie e mio figlio, mi hanno portato delle pastine mignon. Il dessert offerto dal menù è costituito da un pacchetto di cracker, non devo ingrassare. Come primo avevo scelto un pasticcio di verdure, non molto gustoso...chi si accontenta gode però...buona giornata...solidarietà con chi è ricoverato come me. Avevo scritto che non mi posso lamentare perchè è tutto gratis. Mi ha risposto Fausto: no Giovanni, lo paghiamo tutti con le tasse.

Trovo nel sito dell'Aimac a proposito di cosa dire ad un paziente oncologico quando vai a trovarlo: "Il silenzio potrebbe risultare pesante e difficile da sopportare, allora potremmo essere tentati dal coprirlo con mille parole ‘vuote', dimenticando che, invece, anche il silenzio comunica e può significare rispetto, vicinanza emotiva e affetto. Allora è importante potersi fermare, prendere del tempo, ascoltare noi stessi e quello che stiamo sentendo, arrivando anche a riconoscere eventuali emozioni di rabbia, paura, sconforto e stanchezza. Essere sinceri con noi stessi ci consente di essere autentici anche col nostro interlocutore, aprendoci ad un ascolto attivo nei suoi confronti. Ascoltare, non solo sentire, provare a metterci nei panni dell'altro, lasciarlo parlare e permettergli di dire quanto desidera comunicare in quel momento, saper tollerare i silenzi, evitare di esprimere giudizi o di dare interpretazioni e consigli non richiesti."
Giovanni: Come sempre non è facile comunicare con un paziente oncologico quando è in terapia o ricoverato...la confusione non giova, non raccontate le vostre piccole magagne di salute...meglio un sorriso rispetto a tante parole. Visitare gli infermi è una delle opere di misericordia corporali ma spesso si tramutano in stress per l'infermo, più della visita il paziente ha bisogno di aiuto.

Il pranzo della domenica
Domenica 7 e 14 settembre. Mentre sto scrivendo questo post un giovane sacerdote africano e l'amico Roberto, al quale mi legano trascorsi dolomitici,  da trent'anni tutte le domeniche fa da chierichetto e da volontario, stanno celebrando la messa nel piccolo atrio...sono pochi i pazienti e pochi gli ospiti...ma le preghiere si dice passano sette muri...la giornata è bella...il personale continua i suoi lavori: sacche, iniezioni ...ho fatto colazione... è sempre un rebus, se prendi lo yoghurt, non può prendere tè o caffè latte...ho preso anche la piccola tavoletta di burro e un vasetto micro di marmellata, però non mi danno le fette biscottate, ho i Pavesini da casa per fortuna...buona domenica a tutti.

Domenica 14 settembre 2014: Vangelo di Giovanni (3, 13-17) con Esaltazione della Santa Croce "Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna" In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: "Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui". Parola del Signore
Commento mio: Si esalta la Croce, la sofferenza di Gesù, ma dove mi trovo e soprattutto nel piano superiore dove ci sono le degenze dei pazienti che fanno la chemio, la sofferenza è di casa, quindi siamo in piena sintonia ...la sofferenza di alcuni malati di cancer che vedo, osservo, ascolto e compatisco (patisco insieme) non ha nulla da invidiare alla sofferenza di Gesù, anzi.. mistero della Vita e dell'Universo...buona domenica, forza e coraggio

Vivace scambio di opinioni tra il medico e una paziente che non vuole restare in pigiama o camicia da notte...è vestita come una persona normale...dice il medico: lei è una paziente e deve vestirsi come tale, altrimenti la scambiamo per una visitatrice...piccole incomprensioni da ospedale, non si devono creare fastidi....anche il mio look non è molto da ospedale, pantaloncini corti e maglietta ma ho il busto.

Il mio compagno di stanza ha cinque anni più di me, è una persona squisita, molto gentile, non ha i miei problemi ma altri piuttosto seri...è spesso addormentato. Quando i medici nell'ordinario giro quotidiano gli chiedono come si sente, si sveglia e risponde sempre che sta bene...un bell'esempio di dignità umana. E' un volontario CEAV (Cancro e Assistenza Volontaria) da sette anni, domenica ha ricevuto dalla Croce Verde di Padova un attestato ed una medaglia, riconoscimento per i dieci anni di impegno anche in quella Associazione. Forse, quasi sicuramente, questi suoi trascorsi nel volontariato lo aiutano a capire la sua situazione e anche la nostra.

E' uscito un paziente che ha fatto una cura neoadiuvante di chemio più radioterapia per un carcinoma gastrico, ora è in attesa dell'intervento ...gli ho parlato del forum e dell'associazione dei gastrectomizzati, gli ho detto di iscriversi...mi ha ringraziato.

Sono venuti a trovarmi due ragazzi, Elena e Carlo che ho aiutato per le vicende scolastiche...Elena bocciata alla maturità in una scuola paritaria, Carlo ha recuperato con successo due materie, italiano e matematica anche se il prof. di matematica che gli ha fatto ripetizione gli aveva detto il giorno prima dell'esame che sapeva poco...nuova tecnica di motivazione? Vi ricordo che l'Associazione che coordino si chiama Invecchiamento Attivo e Solidarietà Intergenerazionale...ho ricordato ad Elena, bocciata alla maturità, che io sono diventato preside della scuola dove mi hanno bocciato (primo anno), quindi niente paura...come è mia abitudine, forse mi odiano, ho chiesto loro cosa sono i fotoni che mi hanno irradiato, sono del liceo scientifico, ho spiegato loro la differenza tra quanti di energia (fotoni) e particelle con massa come i protoni, neutroni e elettroni.

E' venuta a trovarmi Doralba, una dott.ssa che ho conosciuto di recente, sta terminando la specializzazione in chirurgia generale (sei anni di specializzazione, mentre la specializzazione in radioterapia dura solo tre anni)...Doralba è una dott.ssa di origine colombiana, adottata quando aveva 7 anni da una coppia padovana, bell'esempio di solidarietà...sarà sicuramente un bravo chirurgo

il letto che mi ha ospitato
Mi scrive una mattina Fosca, una gastrectomizzata come me: c'era un bel sole che si alzava all'orizzonte mentre portavo mia figlia a prendere il treno per Padova e sapete a cosa ho pensato?...ebbene a Giovanni Chioetto che è sicuramente è sveglio e guarda fuori dalla finestra dell'ospedale la bellissima giornata che si apre oggi....ebbene Giovanni, ho pensato: "un raggio di sole lo dedico a te!" Buona giornata, per quanto dura che sia anche oggi vediamo il sole...Grazie Fosca

Sono tornato a casa il 16.09.14, il letto è libero...la vita continua...è iniziata la scuola...in bocca al lupo ragazzi.

Ringrazio le persone che sono venute a trovarmi, in particolare Maria Grazia, presidente dell'Associazione CEAV e la supervolontaria Cosima. Ricordo che i volontari CEAV effettuano servizio di volontariato in questo reparto e i volontari AVO nel reparto di oncologia medica al 2° piano. Sono due ottime Associazioni. Dimenticavo di dirvi che ogni volta che mi reco allo IOV trovo persone che ho conosciuto. Anche in Radioterapia ho incontrato un prof. di Scienze, grande conoscitore dei Colli Euganei. Ricordo una piacevole e istruttiva visita guidata da lui al Monte Ceva con una classe del corso serale dell'ITIS Marconi. Dopo una lunga degenza è tornato a casa, in bocca al lupo Antonio.

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