domenica 10 febbraio 2013

Entanglement: la teoria che non faceva dormire Einstein



Einstein ha sbagliato? Una minaccia
quantistica alla relatività speciale
Convinto che la realtà non è solo ciò che vediamo, continuamente alla ricerca di capire chi sono, da dove vengo, dove andrò e perchè invece del nulla c'è qualcosa, scopro una teoria quantistica che può aprire prospettive inimmaginabili! L'entanglement, la misteriosa azione a distanza tra le particelle prevista dalla meccanica quantistica che faceva perdere il sonno ad Einstein, è una realtà sperimentale da alcuni anni. Entanglement deriva dall’inglese to entangle «impigliare, intricare».
Ho scritto recentemente un post che faceva riferimento alla sperimentazione che il prof. Gioacchino Pagliaro attuerà all'Ospedale Bellaria dell'AUSL di Bologna, dal titolo: Preghiera e meditazione Tong Len aiutano a curare il tumore?. Il prof. Pagliaro è vicepresidente dell’Associazione Italiana di Ricerca sull’Entanglement in Medicina e in Psicologia (A.I.R.E.M.P.).
Il primo Congresso organizzato dall'A.I.R.E.M.P, dal titolo affascinante "Medicina, Psicologia e Fisica Quantistica: la crisi delle certezze e l’umanizzazione della cura",  si è tenuto a Bologna il 19 e 20 Novembre 2011
Mi sono chiesto: Che cosa c'entra la fisica quantistica e in particolare l'Entanglement,con la psicologia e la medicina?
Ho cercato, ho indagato, ho trovato, così è nato il post!
Guardate anche questi due divertenti e brevi filmati del dott. Quantum, che ci spiegano cos'è l'Entanglement: http://www.youtube.com/watch?v=v-EeyHU7E6c e http://www.youtube.com/watch?v=3v6_kfsHkZ0. 
Sono interessanti anche le slide del prof. Pagliaro dal titolo "La concezione buddhista della mente e la mente estesa: il ruolo delle emozioni nella nuova concezione della salute" (clicca qui).
Nella locandina che pubblicizzava il Congresso il prof. Giuseppe Genovesi (Medico, Endocrinologo, Psichiatria e Immunologo. Dipartimento di Fisiopatologia Medica del Policlinico Umberto I di Roma dell’Universita “La Sapienza” Roma, Presidente AIREMP) e il prof. Gioacchino Pagliaro (Psicologo e Psicoterapeuta. Direttore U.O.C Psicologia Ospedaliera AUSL Bologna, Docente a Contratto Università di Padova, Vice Presidente A.I.R.E.M.P.), affermano:

Il primo Congresso Nazionale nasce per offrire a Medici, Psicologi, Biologi e a tutti i Professionisti Sanitari del S.S.N. una possibilità di confronto scientifico rigoroso, libero da pregiudizi e da pretese neoriduzioniste, sul nuovo paradigma introdotto dalla Fisica Quantistica. L’Entanglement, traducibile come un intreccio inseparabile, designa a livello subatomico una rappresentazione della realtà come di un tutto unificato e connotato da campi energetici. Questa teoria si sta confermando come valida anche a livello macroscopico per cui ogni nostro oggetto di studio, sia esso biologico, medico, psicologico, sembrerebbe funzionare come una rete di relazioni pervasa dall’informazione e caratterizzata dalla interconnessione e dall’interdipendenza in una condizione di non separabilità. L’Entanglement sviluppa ulteriormente la nuova visione della malattia, della cura e della salute introdotta dalla Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), liberandola da adesioni acritiche al mondo dell’oggettività, delle certezze e introduce una visione di tipo olistico basata sulla curiosità conoscitiva, sulla continua evoluzione della conoscenza e sulla verifica continua. Tale cambiamento, per le importanti ricadute che può avere nella creazione di una nuova teoria della mente e delle interazioni mentali, sta interessando ampi settori della ricerca della Biologia, delle Neuroscienze, della Psicologia e della Medicina in generale. Il modello mentecorpospirito, che ne consegue, sostiene la visione olistica dell’uomo sia a livello biologico e psicologico, sia nei complessi processi di interscambio con l’ambiente di cui e parte. Ambiente che non e più solo considerabile attraverso la teoria ecosistemica ma anche attraverso le teorie energetiche, mentali e spirituali. Per queste ragioni l’Entanglement pone l’accento su una PNEI Quantistica che individua nei processi quantistici della mente nei sistemi di credenze, negli atteggiamenti mentali, nelle attività cognitive, nelle emozioni delle importanti interazioni unificate che influenzano l’individuo e nello specifico il sistema nervoso, endocrino e immunitario, contribuendo in una condizione di funzionalità alla salutogenesi o nelle condizioni di disfunzionalità all’insorgenza della malattia.

Ecco l'intervista al prof. Gioacchino Pagliaro di  Irene Giardini, del  18.01.2012, riportata  nel suo blog che ci aiuta a capire che cos'è la PNEI quantistica, l' Entanglement, la Compassione e la Meditazione.
Al convegno si è parlato molto di PNEI, quali sono le peculiarità di questo approccio?
Innanzitutto premetto che è necessario specificare che la PNEI di cui si occupa l’AIREMP si riferisce ad un nuovo ambito di ricerca e di applicazione clinica che sta evidenziando il profondo collegamento esistente tra processi quantistici e processi bio-chimici del nostro organismo, che denominiamo PNEI Quantistica. Questo collegamento cambia strutturalmente la visione dogmatica, basata sulla convinzione che i geni condizionano il nostro funzionamento, e le conseguenti concezioni della cura e della salute. La PNEI Quantistica sostiene che la mente non è un epifenomeno del cervello, ma preesiste al cervello stesso, come dimostrato dalle teorie di molti scienziati di fama mondiale, (tra cui spiccano i nomi di Penrose, Libet, Hameroff, che parlano di processi mentali in termini di Neurodinamica Quantistica e di Neuro Quantologia), e come sostenuto dal buddhismo, che concepisce la mente come non localizzata in un punto del corpo, ma come eterna ed infinita, che si manifesta temporaneamente anche nel corpo umano.

Ci può dare una definizione di Entanglement, concetto chiave del Convegno?
L’Entanglement rappresenta l’evoluzione ulteriore che è avvenuta nella fisica quantistica. E’ la struttura teorico-scientifica di questa nuova visione della realtà e dell’uomo, non più legata alla fisica classica e alle sue teorie deterministiche e riduzioniste. Determinismo e riduzionismo hanno prodotto in medicina, in biologia e in psicologia il modello bio-medico, caratterizzato dal sapere disciplinare e frammentato, rigidamente centrato su una concezione meccanica della cura, intesa come riparazione e/o sostituzione della parte malata. Se la PNEI tradizionale considera l’organismo umano come un network dotato di relazioni bidirezionali tra psiche e sistemi biologici, la PNEI Quantistica attraverso l’Entanglement considera l’uomo come una unità processuale, dove la mente biografica e il corpo sono invece un tutt’uno, quindi l’espressione della Mente, intendendo con questo termine, ciò che sottende ogni forma ed ogni entità che percepiamo intorno a noi. L’uomo come entità processuale è pervaso dall’energia/informazione della Mente, ed è caratterizzato dalla interconnessione e dalla dall’interdipendenza in una condizione di inseparabilità. E’ Entangled con le dimensioni energetiche e spirituali della Mente.

Nella sua relazione al Convegno ha parlato di Entanglement e Compassione ci può spiegare come portare operativamente questi concetti in terapia e nella presa in carico del paziente?
La terapia per noi psicologi, medici, biologi e fisici (ricercatori e clinici) dell’ AIREMP, va oltre la “riparazione di una parte malata”. Curare vuol dire prendersi cura e quindi interagire con la persona malata per aiutarla ad attivare il processo di guarigione che è dentro di lei e intorno a lei. La Compassione, intesa in termini buddhisti come profondo desiderio di aiutare l’altro a liberarsi dalla sofferenza, indica per i terapeuti un nuovo bagaglio teorico e di competenze legato ai processi energetici, quantistici e spirituali della mente biografica e della Mente. Tutto questo rappresenta il superamento della visione bio-psico-sociale dell’uomo, delle etichette diagnostiche, delle teorie intracraniche della mente e della terminologia che ne è derivata (psiche, psico-somatica, bio-psichico ecc. ecc.), che sopravvivendo generano solo pasticci semantici e linguistici.

La giornata di sabato si è conclusa con una sessione pratica di meditazione guidata dalla Ven.le S. Khadro, quali sono secondo la sua esperienza clinica gli effetti benefici della meditazione?
Gli effetti benefici della meditazione oggi sono ampiamente dimostrati e verificati sia a livello fisiologico, che bio-chimico, che psicopatologico. La letteratura scientifica è vastissima e dimostra che la meditazione è particolarmente indicata nella gestione dello stress, nel trattamento dell’ansia, dell’attacco di panico, nelle depressioni, nel trattamento dell’insonnia, del colon irritabile e come regolatore della pressione. Nella mia UOC di Psicologia Ospedaliera, all’Ospedale Bellaria dell’AUSL di Bologna, la utilizziamo con pazienti oncologici, cardiologici e neurologici. Ma la meditazione è e resta innanzitutto una pratica di liberazione dalla sofferenza dell’esistenza, e quindi è un cammino di elevazione spirituale. Sarebbe un errore ridurla ad una forma di terapia. Continuiamo a chiamarla meditazione, non americanizziamola con il termine mindfulness pensando di attribuirle un maggiore alone di scientificità.

Per capire cos'è l' Entanglement si legga l'articolo pubblicato sulle Scienze il 07 novembre 2012, dal titolo: Entanglement: ora tocca al momento angolare dei fotoni
La misteriosa azione a distanza tra le particelle, prevista dalla meccanica quantistica che faceva perdere il sonno ad Einstein è una realtà sperimentale da alcuni anni. Ora il gruppo di ricerca di Anton Zeilinger, uno dei pionieri degli studi sperimentali in questo campo, ha messo a punto una metodica per stabilire un entanglement tra il momento angolare orbitale di due fotoni, migliorando notevolmente i risultati precedenti nello stesso campo (red)

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