sabato 15 dicembre 2012

Arturo Capasso al famoso oncologo Philip A. Salem: "Allora dottore, devo fare testamento"?


Philip A. Salem
Nel post precedente ho parlato del professore Philip A.Salem, direttore del programma di ricerca sul cancro del St. Luke’s Episcopal Hospital e docente all’University of Texas Medical School.
Il Salem Oncology Centre, fondato nel 1991, è una clinica oncologica privata di fama mondiale situata nel Texas Medical Center a Houston, Texas, Stati Uniti d’America. La clinica offre i più avanzati e qualitativamente elevati ritrovati nel campo medico oncologico, per quanto riguarda prevenzione, diagnosi e terapia oncologica, ma non è alla portata delle nostre tasche.
Ho trovato nel web nel sito Scena illustrata, una rivista prima cartacea oggi sul web, un articolo ben scritto di Arturo Capasso, postato lunedì 1 settembre 2008  dal titolo: Un ospite inatteso - E’ successo anche a me, e così da esploratore sono diventato esplorato. Penso tra me e me: Come è fortunato Arturo, ha tre esperti che lo seguono ed uno di questi è il famoso Philip A.Salem, sicuramente se la caverà. Leggo l'articolo, mi piace e decido di farne un post. Non conosco Capasso e cerco notizie sul web. Trovo su Agenzia Radicale  del 15 giugno 2009 un articolo di Giovanna d'Arbitrio dal titolo Arturo Capasso, un napoletano da imitare. E' una commemorazione, dopo meno di un anno è "passed away" (13 giugno). Scrive Giovanna: La morte di Arturo Capasso, rappresenta una grave perdita per la nostra città. Scrittore, giornalista, ma soprattutto uomo buono e saggio, amico sincero e affettuoso, egli sarà sempre per noi un esempio da imitare per coerenza, schiettezza e il grande coraggio dimostrato anche nell’affrontare la malattia che se l’è portato via. Nato nel 1935 a Napoli, dove si laureò in Scienze politiche, amante dei viaggi e animato da spirito d’avventura, s’imbarcò su una nave mercantile per raggiungere il subcontinente indiano. 
Realistica constatazione personale: Già la vita per chi non è ammalato di cancro è incerta, figuriamoci quella di coloro che hanno impattato con il "mostro"!! 
Anche se con molto ritardo, sentite condoglianze ai familiari e amici e in particolare alla sua nipotina che ha scritto una bellissima letterina in ricordo del nonno Arturo.
Riporto alcune parti dell'articolo di Capasso del 2008, quando sperava, come tutti quelli colpiti dalla malattia di farcella:
Arturo Capasso
Ebbene, sì, dopo un paio di parole – kamikazismo e tavolorotondista – ne invento un’altra, che mi tocca più da vicino: tumorato. La prima indica una morte voluta, sicura; la seconda un’attività sempre più di moda fra circoli culturali e televisioni: ma in quel caso la morte è solo apparente: infatti si muore di noia. Nel terzo caso…dipende. Dove hai il tumore, quando si è inserito – ospite non atteso – nel tuo corpo, dove si è nascosto o palesato, è solo, in compagnia? E’ una buona famiglia, o è cattivo, maligno? Come attaccare? Quale strategia? Bisogna stare calmi, molto calmi e ricordare che, comunque, niente paura, la morte è sicura, come ripeto da sempre. (…)
Sulle prime penso allo sforzo fatto qualche giorno addietro spingendo su e giù per un declivio il rasaerba . Poi è prevalso il timore di qualcosa diversa. Medico di famiglia, visita accurata, occorre una ecografia. Pomeriggio, l’ecografia dell’addome conferma, anzi aggrava: il nodulo è bello grande, sta nel fegato, ma non è solo, ce n’è uno più piccolo. Le due formazioni solide misurano rispettivamente 10 cm e 5,6.  La prima è al lobo epatico di sinistra, la seconda al lobo di destra. L’attento e simpatico analista mi chiede: da chi sono seguito. Rispondo subito: dal Padreterno . (…)
Ecografia epatosplenica, esofagogastroduodenoscopia, proteina di Bence Jones 24 h. agobiopsia, TC guidato addominale, esame radiografico del torace, ecocardiogramma, elettrocardiogramma, esame emocromocitometrico , sideremia, ferritina,PT, fibrinogeno, GOT, GPT, Bil tot e frazionata, GGT, fosfasi alcalina, QPE, VES, PCR, azotemia, creatininemia, uricemia, glicemia,Col Tot, col HDL, trigliceridi, esame delle urine, alfa fetoproteina, CEA, markers epatici HBsAg, HBVDNA. (…)
Da quando mi sono stati scoperti i due noduli, Marianna, Daniela, nostra figlia unica di madre non ancora vedova, e Federico, suo marito, non si sono dati pace. Hanno chiamato, letto, incontrato, sentito. Tutta questa mobilitazione è stata premiata. Sofia, amica carissima di Daniela, che a Houston, nel Texas, era stata seguita meravigliosamente dal Professore Philip A.Salem, direttore del programma di ricerca sul cancro del St.Luke’s Episcopal Hospital, e docente all’University of Texas Medical School. E’ conosciuto in tutto il mondo e mi hanno riferito che ha curato anche il Papa che tutti abbiamo ancora nel cuore.
Primi scambi di fax, primi approcci. Da non crederci. Il Professor Salem sarà a Napoli fra qualche giorno, per visitare un gruppo di pazienti, come programmato da mesi. Sofia riesce a fissare un appuntamento anche per me. E’ un mattino caldo, pieno di sole. Ma mi sento bene. All’alba ho fatto un bel bagno a mare e mi sono rifocillato. Attendo di vedere e sapere cosa mi sarà detto. Devo confessare che per mia impostazione mentale ho sempre rifiutato di andare in pellegrinaggio a sentire luminari e sono un po’ fatalista. Quando è arrivato il momento, meglio essere pronti, tranquilli. Ho anche seguito spesso il consiglio di Maxim Gorkij: ascoltate tutti, ma non date retta a nessuno. (…)
Entriamo. Il Professor Salem ha un volto mediterraneo, che ti appare subito familiare. Si concentra nella lettura delle carte, poche parole, mi fa parlare. E inizio da quando a nove anni ebbi l’itterizia, e poi gli parlo dei miei viaggi e delle esperienze accumulate in tanti anni. Visita accurata, diagnosi confermata.
…Allora, devo fare testamento? Sorride e dice di no. E con lui sorridono la simpatica segretaria assistente tutto fare Eleni e Daniela.
Aggiunge che, con il trattamento indicato, entro un mese dovrei avere già un beneficio. Desidera che io stia bene. Ha visto con quanta tenerezza mia figlia parlava di suo padre e questo era per lui una cosa molto molto importante. Sono sentimenti che non si vedono spesso, in giro. E perciò vuole che io stia bene anche per lei. Dopo poco ci raggiunge Sofia, tenera affettuosa carissima.
Un lungo abbraccio col “suo” professore, il medico che l’ha presa per mano e l’ha traghettata verso un lido sicuro.(…)
Siamo diventati amici, si era creato un forte sentimento, un sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda. Ha gradito molto le albicocche, il loro profumo e il loro sapore. Un nome che si perde nella notte dei tempi. L’albicocco, infatti, è una parola che viene dall’arabo al – barquq, ma era conosciuto dai romani e dai greci.
Ho detto al professor Salem: "ora che ha un paziente amico dovrebbe fare tutto il possibile per tenersi in vita l’amico".
Mi ha sorriso cordialmente, ha poggiato la mano sulla mia spalla ed ha detto: "certamente". (…)
Tumorato. Questi giorni stanno passando con una scansione lenta. Il trattamento con Nexavar sta dando buoni risultati e sono seguito, oltre che dal Prof. Salem , dal Dott. Luigi Castellano – gastroenterologo – e dal Dott. Salvatore Tafuto, Dirigente Responsabile del reparto di Oncoematologia dell’ospedale S. Maria delle Grazie. Tutti dimostrano grande disponibilità ed hanno sempre parole d’incoraggiamento.

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