lunedì 5 novembre 2012

La vita è bella, anche se ho un cancro?!


Una scena dal film
Mentre i coraggiosi amici del forum "Vivere dopo il cancro allo stomaco (si può!)" partecipavano alla passeggiata di "No Stomach for Cancer" a Milano io, nel calduccio della mia stanza, ho elaborato questo post, che non so definire se fiaba, sogno o realtà?! Per leggere il resoconto della passeggiata, descritto da Rosie nel suo blog, clicca qui.  A dire il vero, sabato sono stato anche in piscina termale a Montegrotto Terme a nuotare con mia moglie; lo consiglio a tutti, è rilassante per il corpo e per lo spirito. Sono reduce anche dalla  prima influenza di stagione. Domanda: Devo fare il vaccino (gratis da questa mattina) o ho acquisito gli anticorpi e quindi niente vaccino? Lo devo chiedere al mio MMG, così mi hanno consigliato al numero verde 1500! Speriamo che non mi risponda come quando gli ho chiesto di fare l'esame del colesterolo, cioè con un sorriso. L'ho interpretato: Ma Giovà, non preoccuparti del colesterolo, altri sono i problemi che devi affrontare!
Il titolo del post mi è venuto in mente pensando al film di Benigni "La vita è bella" e abbinandolo alla situazione delle persone gravemente ammalate, specialmente quelle che fanno o hanno fatto l'esperienza del cancro. 
Come si può - ho pensato - intitolare un film "La vita è bella", quando l'ultima parte è ambientata in un lager nazista? Ci vuole un bel coraggio e una buona dose di fantasia o di incoscienza? Ma solo un comico eccezionale, come Benigni, poteva inventarsi una storia del genere. Il pensiero è poi andato a tutte le persone malate oncologiche: "Anche per loro - mi sono chiesto -  la vita può essere bella nonostante la terribile malattia?".  Guardate più avanti i filmati sulle tre "lezioni di vita" di Randy Pausch.
Ma procediamo con ordine e senza, spero, suscitare angoscia, riflessione sì!

Racconta Benigni nel libro scritto in collaborazione con Vincenzo Cerami sceneggiatore del film: "Ho scelto il titolo La vita è bella perché sembra una frase consumata e invece vuol dire proprio quel che dice: la nostra vita è bella. Anche nei grandi momenti di sconforto quella frasettina spezza il costato, avviluppa il cuore, fa sentir più dolce tutto il mondo. E' anche un bel verso, ora perché l'abbiamo già sentito mille volte, ma il primo uomo che ha detto a una donna: «I tuoi occhi sono come le stelle» è il più grande poeta del mondo, così come chi ha detto la prima volta «la vita è bella». Anche Primo Levi molto dolorosamente in Se questo è un uomo scrive: «Pensavo che la vita fuori era bella e che avrebbe continuato a essere bella». «La vita è bella» è una frase che usa anche Trotzkij alla fine dei suoi diari. L'ha trovata Vincenzo Cerami, uno dei più grandi sceneggiatori del mondo, quando ci vuole ci vuole!"
Inoltre afferma: "Il film è 'sdrammatico'. Non è una parodia e non è neppure un film neorealista, è una fiaba. Non è malinconico, è commovente e la cosa è ben diversa. Quando la risata sgorga dalla lacrima si spalanca il cielo. Finisce il primo tempo che gli spettatori hanno le lacrime agli occhi dalle risate e il secondo tempo che hanno le risate per le lacrime agli occhi".
Nella recensione del libro si legge ancora: Questo libro è la sceneggiatura, ricca come un racconto, del film scritto da Roberto Benigni e Vincenzo Cerami, "La vita è bella". Una storia che, come afferma lo stesso Benigni, "fin dal primo momento mi ha fatto battere molto forte il cuore... Perché la vita è bella, e anche nell'orrore c'è il germe della speranza, c'è qualcosa che resiste a tutto, a ogni distruzione... Il film è un inno al fatto che siamo condannati poeticamente ad amare la vita per forza: perché la vita è bella."
Per vedere un video con foto tratte dal film e sentire la bellissima canzone "Life is beautiful" cantata da Noa, clicca qui. Invito a vedere anche le seguenti parti del film: la lezione agli alunni delle elementari sulla superiorità della razza ariana e le regole del lager tradotte da Benigni in un gioco a punti. Un esempio della sua fantasiosa traduzione, pensata per il figlio Giosué.  Soldato (in tedesco): Dovreste essere contenti di lavorare qui. Non succederà niente a quelli che rispettano le regole... Guido (Benigni) traduce pensando al figlio Giosuè: In tre casi si perdono tutti i punti, li perdono: 1) Quelli che si mettono a piangere; 2) Quelli che vogliono vedere la mamma; 3) Quelli che hanno fame e vogliono la merendina, scordatevela!
Bisogna essere persone che improntano la loro vita sull'essere più che sull'avere per affrontare  tragedie umane e personali e affermare che la vita è bella, nonostante la sofferenza e il dolore. Benigni con questo film ci insegna, inoltre, un modo per raccontare ai bambini le tragedie, la malattia e la morte.  

C'è una regola sempre valida quando si parla di comunicazione con i nostri bambini: più di tutto conta la serenità che abbiamo e trasmettiamo nel parlare con loro. Ma cosa e come dire ad un bambino che la mamma è morta? Come preparare un bambino alla morte della mamma? Sono domande tremende!! Ciò che il bambino è in grado di capire della morte, dipende dalla sua età, dalle sue caratteristiche personali e dalla relazione che aveva con la persona morta; quando è la mamma, la persona più amata, bisogna agire con molta delicatezza e affetto. Il tema richiede però un post a parte.
Afferma ancora Benigni: "Pronunciare questa frase 'la vita è bella', nel tuo periodo più buio, non è cosa da niente. Dirlo forse è più semplice che crederci...ma se ci credi, forse riuscirai a comprendere il vero significato di questa vita...perché la vita è bella non perchè tu hai, ma perchè tu dai, nonostante tutto...La felicità la trovi nei piccoli gesti quotidiani...nei silenzi ascoltati...nei vuoti riempiti...nei sorrisi regalati e nell’amore vissuto...La vita è bella se cerchiamo di vivere la felicità e non d’inseguirla....
Un altro grande personaggio che è riuscito a trattare il tema della violenza nazista e del razzismo è stato Charlie Chaplin nel film il Dittatore. Memorabile il discorso all'Umanità che chiude il film, clicca qui.
Guardate anche il video con la poesia di Chaplin dal titolo: “La vita è troppo bella per essere insignificante”.
Anche "Train de vie" (Un treno per vivere), un film del 1998 diretto da Radu Mihăileanu, tratta in maniera ironica la tragedia della Shoah. Negli ultimi fotogrammi però Shlomo, il protagonista del film, afferma: «Questa storia è vera... o quasi» e, dopo un allargamento di inquadratura, lo si può vedere sorridente dietro al filo spinato di un lager, facendo capire che quella surreale e divertente storia fosse solo un espediente per raccontare la tragica realtà dell'olocausto. Guardate il finale del film, clicca qui.
Ma cos'è una tragedia personale, avere un cancro, se la paragoniamo alle guerre, agli stermini di massa? Non me la sono sentito di non mettere il punto di domanda sul titolo: La vita è bella, anche se ho un cancro? Una risposta definitiva, per il momento, io non ce l'ho, e voi?
Trovo nel blog di Gioia Locati, una giornalista cancer blogger, questo commento di Antonio, paziente oncologico: Mi sento di raccontare la mia esperienza, per fare coraggio a chi ha un Tumore, che la Fallaci chiamava MOSTRO, sono stato operato il 28 agosto 2009 all’ospedale di Treviglio (BG) di due (2) tumori maligni allo stomaco e ovviamente dopo le cure del caso adesso sono qua a scrivere che non dobbiamo demoralizzarci MAI perchè il MOSTRO si combatte anche con la n/s forza di volontà, quindi coraggio su, su che la vita è BELLA anche per noi.
Randy con la moglie e i tre figli
Concludo questo post con una bella lezione di vita, guardate il video dell'Ultima lezione di Randy Pausch (Baltimora, 23 ottobre 1960 – Chesapeake, 25 luglio 2008). Era professore di informatica, interazione uomo-computer e design presso la Carnegie Mellon University (CMU) di Pittsburgh, Pennsylvania. Il 19 settembre 2006, gli era stato diagnosticato un cancro al pancreas metastatizzato. Sottoposto a intervento chirurgico palliativo e chemioterapia, è rimasto attivo e vigoroso fino alla fine del 2007. È morto all'alba del 25 luglio 2008.
A dire il vero, contrariamente a quanto dicevano i medici, ebbe il tempo di tenere altre due lezioni; per vederle e sentirle vai all'Interattivo di Luca Chittaro sul Sole24ORE.
La casa editrice Hyperion (di proprietà della Disney) ha pagato 6,7 milioni di dollari per i diritti di pubblicazione del suo libro biografico dal titolo "The Last Lecture", con Pausch come co-autore insieme al reporter del Wall Street Journal Jeff Zaslow. Per leggere il testo, tradotto in italiano di questa lezione tenuta il 20/09/2007, clicca qui.
Riporto dell'ultima lezione, veramente l'ultima, un testamento spirituale, tenuta il il 09/06/2008, poco più di un mese prima di morire, la traduzione dall'inglese copiata dal post di Luca Chittaro. 
Ha lasciato la moglie e tre bambini (vedi foto).
<<"Sono contento di essere qui oggi, anzi sono contento di essere in qualsiasi posto oggi…” - esordisce Randy, rivolgendosi agli studenti. E poi parte: “Dato che lo scorso agosto mi avevano detto ‘hai dai 3 ai 6 mesi di vita’ ed ora sono al nono mese, qualcuno mi ha detto "Wow, stai battendo la Grande Mietitrice". Ciò che ho risposto, senza pensarci un attimo, è stato: "Non battiamo la Mietitrice vivendo più a lungo, la battiamo vivendo bene e pienamente, perché ella verrà per tutti noi". La domanda è quindi: " Cosa fare tra il momento in cui nasciamo ed il momento in cui la Mietitrice si farà vedere, perché quando si farà vedere sarà  troppo tardi per fare tutte le cose che avevamo in mente?".
Penso che il primo consiglio che posso darvi su come vivere bene la vostra vita è il cliché:  "Ciò che rimpiangeremo sul letto di morte non saranno cose che abbiamo fatto, ma cose che non abbiamo fatto, perché posso dirvi che ho fatto un sacco di cose stupide e nessuna di esse mi dà fastidio ora. Tutti gli sbagli e tutti i momenti in cui sono stato imbarazzato, non importano". Ciò che importa è che posso guardarmi indietro e dire: "Quasi tutte le volte che ho avuto l'opportunità di fare qualcosa di bello, ho cercato di afferrarla ed è da ciò che arriva il mio sollievo".
La seconda cosa che posso aggiungere è la parola ‘passione’. Avete bisogno di trovare la vostra passione. Qualcuno di voi l'ha già trovata, a qualcuno servirà arrivare fino a 30-40 anni per trovarla, ma non smettete di cercarla, perché altrimenti ciò che state facendo è solo aspettare la Mietitrice. Trovate la vostra passione e seguitela. E se c'è qualcosa che ho imparato nella mia vita, è che non troverete la passione nelle cose e non la troverete nel denaro, perché piu' cose e denaro avete, più userete quelle come una metrica per guardarvi attorno e vedere che c'è sempre qualcuno che ne ha di più. Quindi la passione deve arrivare da qualcosa che vi alimenta da dentro. Le lodi ed i premi sono belle cose ma solo fino al punto in cui manifestano il vero rispetto dei vostri pari: a prescindere da cosa fate al lavoro o nelle situazioni ufficiali, quella passione sarà radicata nelle persone e nelle relazioni che avete con le persone ed in cosa quelle persone pensano di voi quando arriva il vostro momento”>>.
Condivido appieno le affermazioni che Randy ha esposto nella sua terza lezione rivolta agli studenti universitari della Carnegie Mellon University di Pittsburgh. 
Anch'io faccio un appello agli studenti,  che ho sempre amato e aiutato a crescere, ai giovani ma anche agli adulti e agli anziani (non è mai troppo tardi), invitandoli a trovare, prima possibile,  una passione per vivere, non riferita all'avere ma all'essere, come ci ha insegnato anche il sociologo Erich Fromm.  
A pag. 30 del suo libro testamento spirituale "Il coraggio di essere - Intervista di Guido Ferrari", edizione Casagrande, ci dice:  "L'avere è il lavoro accumulato, l'essere è l'attività umana, certo, non un'attività semplicemente tale – come portare delle pietre da un posto all'altro –, questa non è l'attività umana. [...] Essere vivo, interessato, vedere le cose, vedere l'uomo, ascoltare l'uomo, immedesimarsi nel prossimo, sentire se stessi, rendere la vita interessante, fare della vita qualcosa di bello e non di noioso".
A questo punto credo di poter aggiungere accanto al punto di domanda, per quanto mi riguarda, anche un punto esclamativo: La vita è bella, anche se ho il cancro?! 
A chi non è d'accordo auguro di trovare serenità e pace! (ultimo aggiornamento 10.09.12)

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie Rosie, bellissimo il racconto della giornata trascorsa a Milano e simpaticissime/i le amiche/ci che appaiono nelle foto durante i vari momenti...condivido le riflessioni di Marzia:"Questo secondo incontro per me, oltre alla motivazione di fondo che rimane la sensibilizzazione dell'opinione pubblica per poter vivere sempre meglio e di + dopo il cancro lo stomaco, con la speranza che possa essere fatto uno screening come per altri tumori....esiste un affetto profondo incondizionato che ci fa gioire, ridere e scherzare...e ci dà la forza per continuare a pensare positivamente sempre... volevo dire che sappiamo tutti cos'è il DOLORE,LA DISPERAZIONE, LA PAURA...chi si iscrive nel gruppo lo sa bene. nessuno si iscrive qui pensando di ridere e divertirsi, ma a noi è capitato anche di ridere e divertirci...spero che nessuno ce ne voglia perchè il gruppo è anche questo...♥"

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  2. Un'amica volontaria mi scrive:"Bello il tuo post: è un "inno alla vita", in crescendo; toccanti i video che lo corredano a rinforzare le tue riflessioni! Leggere e ascoltare quanto hai scritto e inserito con i link suscita emozioni forti e fa meditare. La vita è bella, comunque essa sia, perché è VITA; è condivisione di esperienze, pur sempre significative, anche nel dolore, e la condivisione aiuta a vivere. Anche la sofferenza può far nascere ricchezza e profondità di sentimenti in chi la vive. La gioia scaturisce da un sorriso che ti viene rivolto, da una parola amica, da un affetto..., dalle tante "piccole cose" che si possono "godere" ogni giorno, ogni momento: bisogna apprezzare ciò che la vita ci offre, ci regala..., bisogna guardare sempre avanti e continuare a sperare sempre in bene".

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  3. Per quanto riguarda il vaccino antinfluenzale i medici mi raccomandano di farlo...l'influenza con febbre che ho avuto non vale ad immunizzarmi...ho catturato un virus apripista, mi dicono... la vera influenza, che si prevede "vivace" (mi piace questo aggettivo) non è ancora arrivata...speriamo che me la cavo.

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