venerdì 8 febbraio 2013

Terapia Gerson: una bufala?


Max Gerson
Per capire  che cosa sono i metodi di cura alternativi in generale e in particolare quelli per la cura del cancro, ho fatto una ricerca in internet. Mi soffermerò in particolare sulla terapia Gerson. Ho letto su questa terapia l'opinione di Umberto Veronesi e quella  del National Cancer Institute. 
E' interessante anche leggere quanto scritto dal Gruppo di Studio Me.Te.C.O. (Medicine e Terapie Complementari in Oncologia) consultabile nel sito della Fondazione IRCCS dell'Istituto Italiano dei Tumori di Milano. Il Gruppo Me.Te.C.O. si occupa della valutazione della trasferibilità di esperienze di Medicina Complementare dalla Pratica Clinica alla Ricerca Scientifica e Viceversa, nel miglioramento della qualità di vita del malato Oncologico. Attenzione, si parla di medicine e terapie complementari e non alternative.
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Inizio però con queste avvertenze riportate sul blog Portale Oncologico -Terapie alternative per la cura del cancro.  Sembrano di buon senso, quindi si deve porre molta attenzione!!
AVVERTENZE!
Se in questo periodo state valutando tra il trattamento oncologico convenzionale e il trattamento alternativo, rendetevi conto che i rapporti convenzionali sul cancro intrappolano spesso i pazienti con l'uso di falsa autorità. Fanno tutti schieramento compatto: i medici con i loro titoli accademici, la FDA e le aziende farmaceutiche con tutti i generi di pubblicità che esaltano un sistema di vita migliore se solo continuate a versargli quattrini e ad annegare il vostro corpo in prodotti chimici sintetici.
Contrapponetelo con la semplice realtà ed il buonsenso innato, che dice che la maniera per guarire realmente il corpo umano non è certo quella di avvelenarlo. Basta capire questo, non è più complicato di così. Una volta che lo accettate, allora comincerete a capire che potete guarire il cancro.
Non potete aggredire il cancro con le stesse cose che in realtà lo causano, come la chemioterapia e le radiazioni. Non potete diventare più sani compromettendo la funzione degli organi vitali nel vostro corpo, ed i trattamenti oncologici convenzionali distruggono letteralmente i tessuti del cervello, quelli del fegato, del cuore e dei reni. Se scegliete di sottoporvi a chemioterapia, ne uscirete con un danneggiamento permanente alla vostra salute che vi renderà molto più problematico sopravvivere a qualsiasi cancro successivo.
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Max Gerson (Wongrowitz, 18 ottobre 1881 – New York, 8 marzo 1959) è stato un medico tedesco, che ha elaborato una terapia alternativa per il trattamento di una variegata serie di patologie tra cui i tumori, priva di riscontri scientifici. Tale terapia fu esaminata dal National Cancer Institute (NCI) che riscontrò come le affermazioni e i dati portati da Gerson a sostegno della sua tesi non dimostravano alcun beneficio usando la sua terapia (si veda la traduzione riportata più avanti).
Trovo su Corriere.it - Sportello Cancro, rubrica curata dalla Fondazione Veronesi, la seguente mail di Anna inviata  al prof Veronesi (Martedì, 14 Settembre 2010):  Caro Professore, vorrei tanto conoscere il suo pensiero circa la terapia Gerson. Se fosse vero che i tumori potrebbero essere curati con notevoli quantitativi di succhi di frutta e verdura biologici freschi, non capisco perchè si continua a curare il cancro con dei trattamenti convenzionali come la radio e la chemio che sono tanto invasive e tossiche per l'organismo...La ringrazio anticipatamente qualora volesse ritenere il mio messaggio meritevole di risposta.
Risponde Veronesi  (Martedì, 14 Settembre 2010): Cara Anna, l'idea di Gerson che si possa avere una regressione del cancro in seguito ad una dieta e ad una disintossicazione è in generale considerata non confermata, e priva di riscontri clinici e scientifici. La terapia Gerson quindi non è riconosciuta valida dalla scienza medica ma rientra tra le cosiddette ?medicine alternative?. Su queste ho già avuto occasione di esprimermi più volte e ribadisco volentieri la mia posizione, che è poi quella universalmente adottata in ambito scientifico: la ?certezza? in medicina si basa sui risultati di studi scientifici documentati. Perché la validità di un farmaco o di un approccio terapeutico possano essere garantiti, occorre che vengano sottoposti a criteri di verifica scientifici che seguono fasi precise. Finché la ricerca non avrà percorso tutte queste tappe nel dimostrare l'efficacia di una terapia, non possiamo farci convincere da messaggi di altra natura, più o meno accattivanti. Proprio perché prive di fondamento scientifico queste cure alternative sono in realtà delle ?non-cure? che a volte illudono il malato inducendolo ad abbandonare terapie salvavita.
Per trovare informazioni affidabili sulla terapia Gerson ho visitato il sito del National Cancer Institute (NCI). NCI è uno dei 27 istituti e centri che formano il National Institutes of Health (NIH), che fa parte del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (corrispondente al nostro Ministero della Salute). Il NCI coordina l'US National Cancer Program e conduce e sostiene la ricerca, la formazione, la diffusione delle informazioni sulla salute e sulle attività connesse alle cause, alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento del cancro. Si occupa della terapia di supporto per pazienti oncologici e per le loro famiglie e della sopravvivenza al cancro. A partire da luglio 2010, l'attuale direttore del NCI è il Dr. Harold Varmus .
Il National Cancer Institute ha grandi programmi di ricerca intramurale a Bethesda nel Maryland e al Frederick National Laboratory for Cancer Research a Fort Detrick, a Frederick, sempre  nel Maryland.
Traduco e riporto dal sito del National Cancer Institute (NCI) le valutazioni sulla terapia Gerson.

mercoledì 6 febbraio 2013

Luigi Gallimberti: "Morire di piacere" e il "Bere oscuro"


Nel blog "Le nebbie di Avalon 2.0" trovo questo bellissimo e profondo post dal titolo: "NON MI RESTA ALTRO... CHE LEGGERE", che copio e incollo. Brava e congratulazioni, ziacris.
Leggere, senza pensare a dove sto andando sul quel mezzo pubblico, che mi porta avanti e indietro da casa a qualche studio medico.
Leggere per il piacere di leggere, in momenti in cui non si vede niente di piacevole e i pensieri si fanno grigi.
Leggere per annegare nelle parole e nelle trame i sussulti che mi assalgono all’improvviso quando un pensiero attraversa veloce la mente.
Leggere per non ascoltare il brusio e le parole inutili che mi circondano, per non soccombere ai moti di rabbia di fronte a discorsi tanto insulsi.
Leggere e fortunatamente, negli ultimi tempi, ho letto tanti buoni libri, che mi hanno aiutata a sollevare la testa, a non farmi sopraffare dallo sconforto, a trovare sempre parole per chi cerca in me parole e sostegno. Posted on 6 febbraio 2013 by  ziacris
Ne approffitto per segnalare il post in cui presento due libri interessanti di Luigi Gallimberti, clicca qui.

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sabato 2 febbraio 2013

Preghiera e meditazione Tong Len aiutano a curare il tumore?


Il Lama Zopa Rinpoche
Si può guarire il cancro con la chirurgia, la chemio e la radioterapia? Sicuramente sì, ma non sempre purtroppo! Se aggiungiamo, e ripeto aggiuntiamo, anche la meditazione, la probabilità di guarigione aumenta? E' la domanda che si è posto il dott. Gioacchino Pagliaro e la sua equipe che da vent'anni si occupa di meditazione.
Trovo sul Corriere di Bologna.it del 5 gennaio 2013 un articolo della redazione online dal titolo:
Sottotitolo: Il primo caso in Italia. La pratica meditativa Tong Len sarà testata su un gruppo di 80 pazienti del reparto di oncologia
BOLOGNA - L'Ausl di Bologna ha deciso di consentire, prima azienda sanitaria a livello internazionale, la sperimentazione di una terapia tibetana ai suoi pazienti oncologici. Si chiama «Pratica meditativa Tong Len», partirà a febbraio e sarà condotta dall'equipe di Gioacchino Pagliaro, 58 anni, direttore del reparto di Psicologia clinica dell'ospedale Bellaria, che si occupa di meditazione da oltre vent'anni.

venerdì 1 febbraio 2013

Allarme del CIPOMO sulla carenza degli antitumorali


Roberto Labianca, presidente Cipomo
Riporto due interventi di Roberto Labianca, primario di oncologia agli Ospedali Riuniti di Bergamo e presidente del Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO), sui farmaci antitumorali che non vengono pagati alle ditte produttrici.
Il primo lo trovo nel sito del Cipomo ed ha per titolo: Labianca su farmaci antitumorali Grecia e Portogallo: siamo di fronte a un allarme troppo alto per l'Italia.
Milano, 6 novembre 2012- "Oggi abbiamo letto con preoccupazione sugli organi di informazione italiana quanto sta avvenendo in Grecia rispetto alla fornitura di farmaci anti-tumorali", dichiara Roberto Labianca Presidente Cipomo - Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri.
"Comprendiamo i sacrosanti diritti delle case farmaceutiche a vedere onorate le loro forniture ed apprezziamo che a livello europeo esse abbiano già promosso iniziative volte a fornire ulteriori dilazioni sui pagamenti e coperture dei crediti avanzati, ma quanto accaduto in Grecia e in Portogallo è un allarme troppo alto per l'Italia.
Riteniamo fondamentale che venga ribadito oggi più che mai da parte di tutte le Istituzioni italiane preposte - a livello nazionale e locale - che mai si giungerà a situazioni di questo tipo. Come Primari Oncologi Medici intendiamo rimarcare una volta di più il sacrosanto diritto costituzionale del cittadino ad avere le cure appropriate che vuol dire anche libera fruizione dei farmaci all'interno delle strutture pubbliche. E' un principio di civiltà per noi inderogabile e sul quale saremo inflessibili nell'applicazione.
Una crisi economica e finanziaria seppur grave come quella che stiamo vivendo non può portare alla rinuncia del rispetto di conquiste di civiltà come la libera fornitura all'interno delle strutture ospedaliere di farmaci anti-tumorali.
Nei giorni scorsi avevamo letto con altrettanta preoccupazione la notizia di tagli ai finanziamenti a favore dei malati di SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica. Non è civile un Paese che costringe malati ad uno sciopero della fame per rilanciare un allarme sulla perdita di fondamentali risorse economiche loro destinate. E' un bene che l'Esecutivo abbia risolto il problema, ma i segnali che ci giungono non sono incoraggianti".
 
Nella Rassegna Stampa dello IOV di giovedì 31 gennaio 2013, trovo la denuncia del presidente Cipomo, dott. Roberto Labianca, riportata dal SOLE 24 ORE SANITA intitolata: «Frena la produzione di antitumorali». 
Si fa riferimento ad un articolo pubblicato il 27 dicembre scorso sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine dal titolo: «The impact of drug shortages on children with cancer: the example ofmechlorethamine». (L'impatto della carenza di farmaci per bambini con il cancro: l'esempio della mecloretamina). Viene lanciato un campanello d'allarme e posto sotto i riflettori mediatici il problema della carenza di alcuni farmaci antitumorali.

Quando le parole feriscono i malati come coltelli

Elisabetta Iannelli
In un precedente post ho citato il libroNon chiedermi come sto ma dimmi cosa c'è fuori. Testimonianze di giovani malati di tumore" Si tratta evidentemente di giovani ricoverati che non possono uscire dall'ospedale. Suggerisco di non chiedere a persone che stanno combattendo contro una patologia importante: Come stai? Come volete che vi rispondano? Se sono ricoverati in Ospedale dite loro cosa c'è fuori, se invece li incontrate per strada fate loro un bel sorriso, capiranno la vostra vicinanza e affetto!
Nella Rassegna Stampa dello IOV trovo questa testimonianza del Segretario Favo (Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia) Elisabetta Iannelli apparsa sul Sole24ORE - Salute  di martedì 29.01.2013. L'ho confrontata con la testimonianza di Angela Pasqualotto, presidente dell'associazione "Angolo", sezione di Padova, che ho riportato nel post dal titolo: Il peso delle parole.  
Diceva Angela: Quando leggo o sento l’aggettivo incurabile riferito al cancro, io rabbrividisco… rabbrividisco perché quella parola potrà essere letta o ascoltata da chi il cancro lo sta vivendo... e sta affrontando la chemioterapia, la radioterapia o l’intervento chirurgico…una parola può sollevarti e darti speranza, o ucciderti… è vero che il cancro può essere incurabile, ma è anche vero il contrario.
Quando parliamo dobbiamo sempre ricordarci che ciò che per noi può essere innocuo, per altri potrebbe essere una lancia che trafigge.
 
LA TESTIMONIANZA di Elisabetta Iannelli
Quando le parole feriscono i malati come coltelli
Quante notizie, atteggiamenti, frasi, irritano o addirittura feriscono i malati di tumore? Quanti ancora i pregiudizi che stigmatizzano la malattia e rendono ancor più difficile e pieno di ostacoli il già duro cammino verso la guarigione o la cronicizzazione? Si potrebbe obiettare che non è facile saper stare accanto e sostenere una persona che si trova, all'improvviso, a dover affrontare il cancro. Solo la parola incute un timore cieco quando non è accompagnato da odiosa scaramanzia.