| Siddhartha Mukherjee |
E' una domanda alla quale, chi ha conosciuto il 'cancer' ed è sopravvissuto, ha spesso cercato di dare una risposta. I più però non sanno rispondere, altri invece si sentono predestinati all'eternità, diversi pensano ad un miracolo, alcuni che sia dovuto al loro desiderio di vivere, rari alle terapie alternative. Nessuno merita una malattia del genere ma qualcuno ha fatto di tutto per contrarla (fumo, alcol, alimentazione sbagliata, inquinamento…). Ma perché alcuni soccombono, a parità di patologia, di stading e grading e altri no? E' un mistero. Nessun merito, nessun miracolo, ma solo bravi medici e capacità di reagire, non ancora note, da parte dell'organismo."Il cancro è embedded [incorporato] nei nostri corpi, cucito nel genoma. Una macchina antichissima costruita per sopravvivere. Questo è un fatto. La grande ironia è che sono gli stessi geni che ci permettono di far crescere gli embrioni, le mani, le facce, se li muti e li attivi in modo inappropriato - e qui entra in gioco il fattore ambientale, a cominciare dal tabacco - a creare anche il cancro".
Dopo il post sulla copertina di Time, sono andato a rileggermi le recensioni del libro di Mukherjee Siddhartha dal titolo "L' imperatore del male. Una biografia del cancro" Editore, Neri Pozza, 2011. Siddhartha Mukherjee è medico e ricercatore oncologo. Oggi è professore di medicina alla Columbia University, dopo aver studiato a Stanford, a Oxford, a Harvard. Ha pubblicato articoli sulle maggiori riviste scientifiche americane e mondiali. Vive a New York con la moglie e le figlie. Con L'imperatore del male ha vinto il Premio Pulitzer 2011. [Leggi la Scheda del libro sul sito della casa editrice Neri Pozza]




