domenica 4 maggio 2014

La storia del Carcinoma Polmonare



Teniamo i tumori tranquilli e felici invece di aggredirli!?




Che cos'è il cancer? Che cosa causa
il cancer? Qual è il legame tra cancer
e  geni? Come viene diagnosticato
il cancer? Come prevenire il cancer?
Ho trovato sul sito di Pensiero Scientifico Editore un articolo di David Frati dal titolo controcorrente: Teniamo i tumori tranquilli e felici invece di aggredirli.
Il Pensiero Scientifico Editore è una casa editrice italiana fondata nel 1946. Pubblica 32 periodici e ha in catalogo oltre 350 opere di sanità e medicina (con circa 30 nuovi libri ogni anno). Nell'articolo vengono esposte le idee originali sul cancer del fisico americano Robert H. Austin. Credo che le risposte di Austin alle domande che gli sono state poste sconcerteranno più di qualcuno. Mi sono chiesto: Come fare a tenere il mio adk recidivato tranquillo e felice invece di combatterlo con la chemio?
Ero convinto, al contrario di Austin, che con il cancer valesse il detto latino: " Mors tua vita mea", significa morte tua, vita mia o la tua morte (è) la mia vita. Vuoi vedere che mi sono sbagliato? Il punto esclamativo e di domanda nel titolo del post ce l'ho messo io per evidenziare l'incertezza su ciò che viene affermato.

sabato 3 maggio 2014

Medicine anti-cancro costose: rubate, contraffatte e rivendute



I media italiani pubblicano/trasmettono la seguente notizia apparsa sul Wall Street Journal del 1 maggio. Titolo: Italian Officials Probe Criminal Ties to Cancer Drug Theft. Sottotitolo: Investigators Find an Organized Criminal Ring Is Distributing Stolen Drugs in Western Europe. By Benoît Faucon and Hester Plumridge in London and Marta Falconi in Zurich (European Business News)
Copio e incollo dal Corriere della Sera Salute l'articolo pubblicato il 2 maggio della redazione online dal titolo: Il racket dei farmaci anti-tumorali «Un euro-business della Camorra». Sottotitolo: Medicine costose rubate, alterate, e rivendute. Sarebbero inefficaci, o peggio, dannose. L’allarme del dirigente anticontraffazione dell’Aifa Di Giorgio in un’intervista al WSJ
Una rete criminale, altamente organizzata, legata alla Camorra, controllerebbe un mercato di farmaci antitumorali contraffatti, o rubati, in tutta l’Europa occidentale. L’allarme, lanciato dall’Agenzia Europea del Farmaco, sta creando molta apprensione tra gli addetti del settore, perché la diffusione di questi “falsi farmaci” potrebbe rendere le cure contro il cancro inefficaci quando non addirittura letali.

ASCO GI 2014: è l'appuntamento tradizionale dell’oncologia gastroenterologica mondiale



L'American Society of Clinical Oncology (ASCO) è un'organizzazione professionale di oncologi, fondata nel 1964 dai medici Fred Ansfield, Harry Bisel, Herman Freckman, Arnoldus Goudsmit, Robert Talley, William Wilson, and Jane C. Wright. ASCO conta attualmente più di 30.000 soci. ASCO GI è l'appuntamento tradizionale dell’oncologia gastroenterologica mondiale che si è tenuto quest'anno a San Francisco dal 16 al 18 gennaio 2014.
ASCO offre diverse risorse formative agli oncologi e ad altri operatori sanitari che lavorano nel settore della clinica oncologica . Queste risorse includono: incontri scientifici, conferenze didattiche, workshop professionali e speciali simposi su temi di particolare rilevanza ed importanza per gli oncologi clinici e i ricercatori.
ASCO pubblica numerose riviste, libri, newsletter e risorse on-line e multimediali. Oltre a produrre il sito di informazione per i pazienti "Cancer.Net", ASCO pubblica il Journal of Clinical Oncology (JCO), la rivista peer-reviewed più autorevole e credibile per la conoscenza della ricerca sul cancro e il Journal of Oncology Practice ( JOP), una risorsa autorevole sulla gestione clinica e amministrativa pratica per gli oncologi. ASCO pubblica anche programmi speciali per affrontare specifiche esigenze formative dei professionisti del cancro. ASCO Università è destinata a arricchire l'istruzione e la formazione dei residenti, borsisti e medici, con l'obiettivo finale di promuovere la qualità nella cura del cancro. Dopo questa premessa sulla descrizione di ASCO, riporto dal sito, Oncoinfo (Istantanee di oncologia medica), l'articolo e due video dedicati a: ASCO GI: progressi nelle terapie di combinazione

venerdì 25 aprile 2014

I chirurghi (2)



Seligmann, il chirurgo Billroth
Può la chirurgia affascinare? Sicuramente sì! Chi sceglie questa specializzazione  medica deve avere passione, professionalità e umanità. Scrive uno studente prossimo a diplomarsi: Mi piacerebbe fare il chirurgo ma ho paura di impressionarmi alla vista del sangue. Gli rispondo: Niente paura, ho conosciuto scalotori famosi che avevano paura del vuoto, sono riusciti a vincerla. Abbiamo bisogno di bravi chirurghi.  Vi invito a guardare questo filmato del Collegio Italiano dei Chirurghi. Dopo aver scritto un post sui chirurghi, ne scrivo un altro partendo da alcuni dipinti che mostrano alcuni interventi passati alla storia. Le fonti sono: wikipedia,

http://www.amber-ambre-inclusions.info/nuova%20chirurgia.htm e
http://litmed.med.nyu.edu/Annotation?action=view&annid=10332

Comincio con Christian Albert Theodor Billroth (Bergen auf Rügen, 26.8.1829 – Abbazia (Croazia), 6.2.1894), uno dei maggiori chirurghi tedeschi. Ritenuto un pioniere della chirurgia addominale, ha legato il proprio nome a un intervento di chirurgia gastrica praticato in tutto il mondo. Dopo una lunga sperimentazione sugli animali praticò l'asportazione di parte di uno stomaco affetto da un cancro in sede pilorica, ricostruendo il transito alimentare con l'abboccamento del moncone gastrico residuo al moncone duodenale. Questo intervento di resezione gastrica seguito da gastro-duodeno-stomia è conosciuto come tecnica Billroth I. Successivamente modificò questa tecnica abboccando il moncone gastrico alla prima ansa digiunale piuttosto che al duodeno. Questa tecnica è conosciuta come resezione gastrica con gastro-digiuno-stomia o Billroth II.

martedì 22 aprile 2014

Basi Scientifiche per la definizione di Linee Guida in ambito clinico per 19 patologie oncologiche

Home page del sito
Dopo il precedente post, mi è stato chiesto di approfondire la conoscenza dell'utilissimo sito, anche per noi pazienti, da dove ho tratto le informazioni per il carcinoma gastrico. Riporto gli obiettivi che gli autori, delle Basi Scientifiche per la definizione di Linee Guida in ambito clinico per le diverse patologie oncologiche, si sono proposti. WP 6: Studio ed attività di comunicazione sulle Basi Scientifiche per la definizione di Linee Guida in ambito clinico per le diverse patologie oncologiche

lunedì 21 aprile 2014

Il ruolo del MMG per il paziente gastrectomizzato




Theodor Billroth opera nella Clinica
 Chirurgica di Vienna – A.Seligmann 1890
Analizzo, partendo dalle "Basi Scientifiche per Linee Guida in ambito clinico per le diverse patologie oncologiche" del Ministero della Salute a cura della prof.ssa Rosella Silvestrini, Coordinatore Scientifico Organizzativo, all'interno del documento riguardante il carcinoma gastrico, l'ultimo capitolo inerente il  " RUOLO DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE".
Il capitolo riguardante il ruolo del Medico di Medicina Generale (16.0) affronta tre aspetti molto interessanti:
16.1 Problemi nutrizionali e dieta nel gastrectomizzato totale
16.2
Helicobacter pylori e cancro gastrico
16.3 Percorso diagnostico-terapeutico del paziente con carcinoma gastrico
Quale aiuto può dare al gastrectomizzato il Medico di Base o Medico di Famiglia o come viene chiamato ora  il Medico di Medicina Generale (MMG)? Mi auguro che i MMG facciano tesoro di questo documento e ci aiutino a migliorare la qualità di vita di noi "poveri" gastrectomizzati. Sono sempre convinto che il paziente informato sia un paziente mezzo curato e salvato, anche se a volte la conoscenza può creare ansia e depressione.
In queste Basi scientifiche, ad esempio, scopro una cosa nuova che mi ha creato un po' d'agitazione. Si afferma in maniera categorica e alla fine del paragrafo: Infine, per quanto riguarda l’importante e dibattuta relazione tra gastrectomia ed insorgenza di TBC (tubercolosi), almeno in Giappone tale associazione è stata accertata oltre ogni dubbio (17).
Tutti coloro che hanno impattato con un cancer hanno compreso appieno quanto si afferma nelle basi scientifiche per linee guida: Il trattamento della patologia oncologica è ormai così complesso da dover essere affrontato contemporaneamente da professionisti con competenze diverse. Questo fatto rende spesso accidentato il cammino del paziente, che si trova a fare da intermediario fra persone che non comunicano direttamente fra loro, quando invece dovrebbero accompagnarlo, facendolo sentire realmente al centro dell’interesse di un sistema che lavora in modo interdisciplinare e interprofessionale e che si prende in carico la sua situazione sanitaria globale.
Diventa quindi cruciale la comunicazione fra le varie componenti dell’organizzazione sanitaria tra loro ed il paziente, con una chiara esplicitazione dei vari passi che vengono intrapresi. E’ quindi necessario un percorso diagnostico-terapeutico condiviso, che faccia da traccia comune e che eviti incomprensioni e contrasti, che spesso sono alla base del trattamento non adeguato del paziente.
Condivido anche quanto si asserisce nel paragrafo dedicato a Diagnosi, staging e terapia, anche se il team delle cure primarie raramente esiste nel territorio: Una volta eseguito l’esame endoscopico e fatta quindi la diagnosi, il paziente deve essere avviato al percorso diagnostico e di staging e successivamente alla terapia più opportuna: tutto questo è ovviamente compito del gruppo interdisciplinare specialistico, di cui però è opportuno faccia parte integrante anche il team delle cure primarie. Si sta infatti sempre più affermando, anche in Italia, l’idea di un’organizzazione delle cure primarie, in cui il MMG venga affiancato da altri professionisti, soprattutto per seguire i pazienti con le patologie più impegnative: prima di tutto l’infermiere, ma, per problemi specifici, il dietista, il fisioterapista, ecc. Il team così costituito deve essere in costante contatto con la struttura specialistica ed ospedaliera, con la quale deve condividere i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali.
Nel caso del paziente con patologia oncologica e, in particolare, con neoplasia gastrica, il team delle cure primarie deve partecipare alle varie fasi del cammino del paziente in ambiente ospedaliero, accompagnandolo ed affrontando, insieme ai colleghi specialisti, le difficoltà, i fraintendimenti e le ansie che inevitabilmente si presenteranno. In particolare, i "curanti" dovrebbero far sentire il paziente al centro della loro attenzione, offrendogli la sicurezza di un percorso condiviso, piuttosto che consigli e considerazioni diversi, che spesso provocano incertezza e sconcerto, dando il via a pericolosi e spiacevoli "viaggi della speranza".
D’altra parte, la partecipazione del team territoriale al percorso di cura è fondamentale anche in considerazione dei sempre più brevi periodi di ricovero ospedaliero: molto spesso, il paziente viene seguito dall’équipe specialistica in day hospital o mediante appuntamenti ambulatoriali, rimanendo quindi per gran parte del tempo della fase diagnostica e terapeutica al proprio domicilio ed avendo quindi come referente immediato il MMG.