domenica 30 marzo 2014

Ultime notizie sulla mia metastasi epatica

Caro fegato mio, così comincia l'ode di Pablo Neruda dedicata al fegato:
Umile, organizzato amico,
lavoratore alacre,
lascia che ti dia l’ala del mio canto,
il colpo d'aria,
l'elevazione della mia ode....

Grazie per aver reagito positivamente sia alla chemio tradizionale con cisplatino + xeloda che a quella sperimentale a base di anticorpo monoclonale. Nelle quattro figure  si vedono gli effetti della chemio tradionazionale e di quella sperimentale sulla mia recidiva epatica. Nella fig.1 diagnosi della recidiva epatica dopo tac con mdc, siamo ad agosto 2013, ricordo che sono stato gastrectomizzato il 3 dicembre 2010. Nella fig. 2, novembre 2013, remissione parziale della recidiva dopo 4 cicli di chemio tradizionale. Il 6 febbraio 2014, dopo i quattro cicli di chemio sperimentale, la situazione non è cambiata, vedi figura 3. La diagnosi veniva definita: stazionarietà della malattia. Nella figura 4, situazione dopo 45 giorni dalla fine della chemio sperimentale, tac del 20.03.2014, è scomparso anche l'ultimo nodulo da 10 mm nel settore 2, buon segno. Ora mi aspetta una tac a fine aprile e poi un'infusione. Faccio mia la conclusione dell'ode al fegato del grande Pablo:
Amo la vita:
Soddisfami! Lavora!
Non fermare il mio canto.



venerdì 28 marzo 2014

Ippocrate, Seneca, More, Napolitano e Veronesi sul fine vita

Chi viene colpito da una patologia importante, spesso incosciamente, rimugina pensieri più o meno angoscianti sul fine vita. Riporto la lettera che il Presidente della Repubblica ha inviato allo scrittore Carlo Troilo e il post di Umberto Veronesi.
Premetto le definizioni dell'eutanasia, il Giuramento di Ippocrate, il pensiero di Seneca e di Tommaso Moro tratti da Wikipedia:

  •  l'eutanasia è attiva diretta quando il decesso è provocato tramite la somministrazione di farmaci che inducono la morte (per esempio sostanze tossiche).
  • l'eutanasia è attiva indiretta quando l'impiego di mezzi per alleviare la sofferenza (per esempio: l'uso di morfina) causa, come effetto secondario, la diminuzione di tempi di vita.
  • l'eutanasia è passiva quando provocata dall'interruzione o l'omissione di un trattamento medico necessario alla sopravvivenza dell’individuo.
  • l'eutanasia è detta volontaria quando segue la richiesta esplicita del soggetto, espressa essendo in grado di intendere e di volere oppure mediante il cosiddetto testamento biologico. L’eutanasia è detta non-volontaria nei casi in cui non sia il soggetto stesso ad esprimere tale volontà ma un soggetto terzo designato (come nei casi di eutanasia infantile o nei casi di disabilità mentale).
  • il suicidio assistito è invece l'aiuto medico e amministrativo portato a un soggetto che ha deciso di morire tramite suicidio ma senza intervenire nella somministrazione delle sostanze.
Nel Giuramento di Ippocrate (circa 420 a.C.) si legge: «Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.»
Lucio Anneo Seneca (60 d,C.): «La vita non sempre va conservata: il bene, infatti, non consiste nel vivere, ma nel vivere bene. Perciò, il saggio vivrà quanto deve, non quanto può. Osserverà dove gli toccherà vivere, con chi, in che modo e che cosa dovrà fare. Egli bada sempre alla qualità della vita, non alla lunghezza.»
Nell'Utopia di Tommaso Moro (1516): « ...se qualcuno non solo è incurabile ma anche oppresso da continue sofferenze, i sacerdoti e i magistrati, poiché non è più in grado di rendersi utile e la sua esistenza, gravosa per gli altri, è per lui solo fonte di dolore (e quindi non fa che sopravvivere alla propria morte), lo esortano a non prolungare quel male pestilenziale...In questo modo li convincono a porre fine alla propria vita digiunando o facendosi addormentare, così da non accorgersi nemmeno di morire. Ma non obbligano comunque nessuno ad uccidersi contro la propria volontà, né gli rivolgono meno cure... Chi invece si toglie la vita senza aver ricevuto prima il permesso dei magistrati e dei sacerdoti è considerato indegno. »
Lettera del Presidente Napolitano a Carlo Troilo, dell'Associazione Luca Coscioni 
Lettera inviata dal Presidente Napolitano a Carlo Troilo, dell'Associazione Luca Coscioni, e dallo stesso resa pubblica:
"Caro Troilo, la ringrazio per avermi dato notizia dell'iniziativa programmata per il 18 marzo, nell'anniversario della triste data del suicidio di suo fratello Michele. E sento profondamente la drammaticità del travaglio che hanno vissuto altri partecipanti alla conferenza stampa per le disperate vicende dei loro cari. Drammatici nella loro obbiettiva eloquenza sono d'altronde i dati resi noti da diversi istituti che seguono il fenomeno della condizione estrema di migliaia di malati terminali in Italia. Ritengo anch'io che il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita e eludere 'un sereno e approfondito confronto di idee' su questa materia. Richiamerò su tale esigenza, anche attraverso la diffusione di questa mia lettera, l'attenzione del Parlamento". Roma, 18 marzo 2014
Testamento biologico: “Grazie, presidente Napolitano”
Vivere è un diritto o un dovere? E' ora che anche in Italia si arrivi a una medicina della responsabilità
Grazie, presidente Napolitano. Non è possibile che la crisi economica e la confusione politica abbiano fatto accantonare, come se fosse un lusso e un capriccio, il dibattito sul testamento biologico e sull’eutanasia. Il messaggio che Lei ha mandato alla conferenza dell’associazione Luca Coscioni ha il grande merito di ricordare, non solo al Parlamento, ma a tutto il Paese, che negli ultimi dieci anni, secondo l’Istat, si sono verificati in Italia 10mila suicidi e oltre 10mila tentati suicidi di malati. Praticamente, mille all’anno. Decisioni tragiche per storie tragiche. Mentre ancora si attende una legge sul testamento biologico e giace inevasa la proposta di legge popolare sull’eutanasia. 
La discussione sul testamento biologico (che io voglio continuare a chiamare così, e non con il burocratico nome di «disposizioni anticipate di trattamento»)  si è incagliata, come qualcuno ricorderà, sul divieto di sospendere  l’idratazione e l’alimentazione artificiali, e sulla sottrazione di libertà costituita nel lasciare ai medici l’ultima parola. No, non ci siamo. Ed è per questo che avevo chiuso amaramente ogni discussione, affermando «meglio nessuna legge che questa legge».
Me n’era però rimasto un acuto senso d’ingiustizia nei confronti dei tanti  che continuano a soffrire. Ho perciò accettato di riaprire la discussione su invito dell’associazione Luca Coscioni, e di partecipare con un videoappello alla conferenza che ha visto presenti i testimoni di tragedie che sarebbero rimaste ignorate se gli stessi protagonisti, o i loro cari, non si fossero battuti per portare il problema a conoscenza dell’opinione pubblica: Mina Welby, vedova di Piergiorgio; la compagna di Mario Monicelli, Chiara Rapaccini; il figlio di Carlo Lizzani, Francesco; Luciana Castellini, compagna di Lucio Magri; lo scrittore Carlo Troilo, autore del libro «Liberi di morire», il cui fratello si uccise.
Che cosa ho detto, in questo videoappello? Che anche in Italia dobbiamo arrivare a una medicina della responsabilità, abbandonando la medicina paternalistica. Se oggi abbiamo il diritto, con la fecondazione assistita, di programmare la vita, dobbiamo anche avere il diritto di programmare il termine della vita. Perché vivere è un diritto, e non un dovere. Comunque la si pensi, è ora di arrivare a un aperto dibattito, in cui le posizioni si confrontino sino in fondo. Il Presidente della Repubblica ha detto nel suo messaggio: «Ritengo che il Parlamento non dovrebbe ignorare  il problema delle scelte di fine vita, ed eludere un sereno e approfondito confronto di idee su questa materia.»
Non so se la ripresa del dibattito, che io mi auguro sollecita, potrà contare sulla serenità, perché la contrapposizione ideologica è molto forte. Vorrei però ricordare il concetto dell’autodeterminazione, che è parte inscindibile della libertà di ogni individuo. C’è chi vorrà negarla?

giovedì 27 marzo 2014

Istituto Oncologico Veneto: "C'ERA UN RAGAZZO...SHOW"



L'instancabile  Bruno Bandoli dell'ufficio Comunicazione e Marketing dell'Istituto Oncologico Veneto - IRCCS, mi segnala questa piacevole serata.
Certo di fare cosa gradita, informo che venerdì 28 marzo 2014, alle ore 21,15 al Piccolo Teatro di Padova si svolgerà lo spettacolo musicale "C'ERA UN RAGAZZO SHOW" - IX^ edizione del Memorial Orfeo Valandro.
Si respirerà la magica atmosfera degli anni '60 - '70 e '80 con un repertorio dei più noti brani del revival italiano.
Tra i vari gruppi presenti,  Alfio Cantarella, mitico batterista dell'Equipe 84 e Renzo Levi Minzi, anima degli storici Delfini.
Numeri di magia, cabaret e altre sorprese animeranno la serata.

Venerdì 28 marzo 2014, ore 21,15
"C'ERA UN RAGAZZO...SHOW"
Piccolo Teatro
Via Asolo, 2 - zona Paltana - Padova
Ingresso libero con offerte per lo I.O.V.

mercoledì 26 marzo 2014

Istituto Oncologico Veneto: Concerto di Primavera



Ricevo da Bruno Bandoli dell'Ufficio Comunicazione e Marketing dell'Istituto Oncologico Veneto - IRCCS (IOV) una mail che segnala un'interessante iniziativa che volentieri pubblico.
Certo di fare cosa gradita, informo che sabato 29 marzo 2014, alle ore 20,45 presso il Teatro Modigliani di Padova si svolgerà il "Concerto di Primavera", organizzato con la collaborazione di Officine Espressive e il contributo della Provincia di Padova e della Cassa di Risparmio del Veneto.

Il repertorio dell'intero spettacolo sarà all'insegna dell'allegria: dagli anni '70 ai giorni nostri, passando per la musica pop e rock con una parte di gospel moderno.

Tra i vari artisti che si esibiranno, WEREVOLUTION, mitica band che ha calcato palchi nazionali e internazionali, che regalerà al pubblico il sound sviluppato in anni di concerti, con grande intensità emotiva degli arrangiamenti.

Inoltre si esibiranno le band di Officine Espressive, l'ODM CHOIR, Davide Stecca, eclettico pianista che accompagnerà Laura Franceschi nell'interpretazione di brani jazz, blues, soul e funk.

Da ultimo i TE BATO, gruppo di Body Percussion (percussioni attraverso il corpo), offriranno ritmi esplosivi e travolgenti.

giovedì 20 marzo 2014

AIOM: La vaccinazione antinfluenzale in pazienti oncologici è sicura, minimamente invasiva e ha costi contenuti



Trovo nel sito dell'AIOM le raccomandazioni sull'uso della vaccinazione antinfluenzale nei pazienti con il cancer. Io non l'ho fatta perché gli oncologi erano incerti, ora scopro che l'AIOM afferma che è sicura anche per chi è sottoposto a chemio o a terapie a bersaglio molecolare come nel mio caso.
Raccomandazionidella Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) sull’uso della vaccinazione antinfluenzale nei pazienti con neoplasia. (versione 2013, a cura del Working Group Ricerca Clinica)

martedì 18 marzo 2014

Terzani: viaggiare non serve. Se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori



Tiziano Terzani sull'Himalaya
Quest'anno ricorrono 10 anni dalla morte di Tiziano Terzani. Angela Terzani Staude, sua moglie, scrive in una lettera pubblicata nel libro, dal titolo "Un’idea di destino", che contiene i diari privati che Terzani ha tenuto dal 1984 fino alla sua scomparsa nel luglio 2004: Cari lettori, nel 2014 cade il decennale della morte di Tiziano e la cosa straordinaria per me è che possa esserci un decennale. Dieci anni “dopo” il passato di solito è dimenticato, mentre nel caso di Tiziano la cerchia dei suoi estimatori si è enormemente allargata e la notizia del “decennale” li coinvolge, li commuove…
Ho ascoltato anche l'ultima intervista di Tiziano Terzani (Firenze, 14 settembre 1938 – Orsigna, 28 luglio 2004) dal titolo: Anan, il senzanome (è vedibile interamente su Youtube). L'intervista realizzata dal regista Mario Zanot nel maggio 2004, è l'ultima testimonianza filmata di Tiziano Terzani, scomparso poco tempo dopo, il 28 luglio, proprio nel suo ritiro dell'Orsigna, sulle montagne toscane, dove si sono svolte le riprese.
Secondo me sperare di guarire da un cancer è auspicabile ed è possibile a qualsiasi età, ma lo è in particolare quando si è giovani e quando si hanno dei figli giovani. Ma per Terzani, morto a 66 anni, no! Non vuole aggiungere anni alla sua vita, anche volendo però non potrebbe farlo. Il cancer all'intestino, contro il quale ha lottato dalla primavera del 1997 fino alla morte avvenuta nel 2004, non gli ha dato scampo.

venerdì 14 marzo 2014

Cesare Boetto è "passed away"



Cesare Boetto
L'amica Federica, dirigente scolastico, mi ha mandato questa bella mail: Ciao a tutti, ieri vi ho pensato. Avevo una riunione  con i docenti in anno di prova e loro, raccontandomi dell'incontro generale con Andrea Bergamo, hanno detto che gli è stato consegnato il nostro libro sul'etica. Pare che ci siano copie da smaltire all'ufficio provinciale. Al di là delle battute mi sono ritrovata per alcuni minuti a spiegare loro da dove partiva e soprattutto che clima accompagnava la voglia di riflessione sull'etica a scuola allora...tra me e me pensavo a che distanza sembri ora tutto quel nostro discutere animatamente (anche litigare a volte) su principi di cui nessuno oggi fa cenno se non di passaggio. E' un peccato. Quella dimensione non dovrebbe andare persa, soprattutto in tempi di problemi economici per tutti. Dovremmo ripartire dalla nostra professionalità. Ogni mattina. Mi è venuto in mente anche perchè dando l'ultimo saluto ad un grande preside Cesare Boetto che è mancato da poco, so che lui ha lasciato la scuola più ricca in tanti anni.