sabato 9 novembre 2013

5 per mille: lo IOV ancora primo nel Veneto




Bruno Bandoli
L'Istituto Oncologico Veneto - I.R.C.C.S. è il primo Istituto del Veneto specificatamente destinato alla prevenzione, diagnosi e cura dei tumori e alla ricerca sul cancro: la sua missione è infatti quella di fornire l’assistenza più avanzata ai malati neoplastici e svolgere nello stesso tempo ricerca biomedica, essenziale per il progresso delle conoscenze e il trasferimento ai pazienti delle cure più innovative (www.ioveneto.it)
Trovo nel sito dello IOV l'informazione che riporto. Mi congratulo anch'io con Bruno Bandoli responsabile del Servizio Comunicazione e Marketing e artefice primo di questo risultato.

Pubblicati dall'Agenzia delle Entrate gli elenchi definitivi dei beneficiari del 5 per mille con le scelte espresse dai contribuenti e gli importi assegnati per l'esercizio 2011.
"La pubblicazione dei risultati del 5 per mille è un appuntamento molto atteso, giunto ormai al sesto anno, che ci vede ancora al primo posto nel Veneto per quanto concerne il segmento della Ricerca Sanitaria e al quinto posto nazionale tra gli IRCCS - afferma Pier Carlo Muzzio, Direttore Generale dello IOV. Registriamo inoltre un ulteriore progresso nell'elenco dei destinatari, con un incremento del 28 % del numero delle scelte operate: ben 26.000 cittadini del Veneto, e non solo, cui va il nostro più sentito ringraziamento, hanno inteso destinarci un impor:to totale di oltre 1.077.000 euro, un ottimo risultato considerato che dal 2006 i soggetti ammessi al beneficio sono raddoppiati e forse qualche considerazione sulla ammissibilità dei beneficiari andrebbe fatta. Tale risultato è indispensabile per promuove re nuovi investimenti nella lotta contro il cancro e migliorare la qualità delle cure al paziente oncologico"
"I risultati raggiunti sono la dimostrazione concreta che il contribuente ha voluto essere pienamente partecipe della lotta contro il cancro, specialmente se si svolge sul proprio territorio - aggiunge Bruno Bandoli, cui va il merito d'aver condotto in tutti questi anni la campagna per lo IOV. E' stato compreso che Sanità e Ricerca, soprattutto in questo frangente, rappresentano la priorità anche per quanto concerne le destinazioni del 5 per mille, nell'interesse veramente di tutti, e questo non può che essere di conforto e stimolo anche per quanti operano allo I.O.V. ".

“Un tamoxifene al giorno a chi rischia il tumore”



Vi invito a leggere il post dal titolo “Un tamoxifene al giorno a chi rischia il tumore” contenuto nel blog di Giulia Locati. Così si presenta Giulia nel suo blog: Nell’autunno del 2007 ho scoperto di avere un tumore al seno, da allora la mia vita è cambiata profondamente ma non in peggio. “Col senno di poi”…
Il post inizia: Una pillola da prendere tutti i giorni per prevenire il tumore alla mammella, da suggerire alle donne che non hanno ancora sviluppato il cancro ma rischiano più delle altre.
 

venerdì 8 novembre 2013

115° Congresso SIC - Consensus Conference "Cancro Gastrico"



Nel forum "Vivere dopo il cancro allo stomaco (si può!)" i gastrectomizzati o i loro familiari si chiedono spesso: L'intervento e la cura che ho avuto è stata la migliore possibile? Riporto dalla lettera sottostante questa frase del Presidente della SIC che tutti i gastrectomizzati condividono: Si è ritenuto che una Consensus Conference di esperti potesse risultare lo strumento più opportuno per superare logiche paralizzanti e proporre un percorso terapeutico ideale sulla base dell'esperienza italiana. Domenica 13 ottobre 2013, presso il prestigioso Centro Congressi Lingotto di Torino, avverrà  l'inaugurazione del 115° Congresso della Società  Italiana di Chirurgia. Ecco la comunicazione che ho trovato nel sito della Società Italiana di Chirurgia (SIC) del presidente Giorgio De Toma e dei coordinatori del Consensus sulla "Consensus Conference "Cancro Gastrico".
Interessante anche il questionario allegato alla comunicazione inviato ai primari di chirurgia, con riferimento al tumore gastrico. Riporto il quesito n. 9: Prima di decidere la strategia terapeutica per un paziente con adenocarcinoma gastrico quale/i dei seguenti accertamenti considera indispensabile ? (sono possibili risposte multiple)? 
Endoscopia digestiva alta
Eco-endoscopia
TC torace-addome con mezzo di contrasto e tecnica multifasica
RM addome superiore
18FDG PET
Ecografia addome
Laparoscopia diagnostica

lunedì 4 novembre 2013

Quanti linfonodi ti hanno tolto? 81!!

 
Il tipo di resezione è regolato in base

alla localizzazione della neoplasia
Una compagna di avventura scrive che le hanno tolto in una gastrectomia ben 81 linfonodi, è un record. Molti gastrectomizzati del Forum "Vivere dopo il cancro allo stomaco (si può!)", coordinato da Rosie Rosanna Fiorino, si domandano se il loro intervento di gastrectomia è stato fatto correttamente. Si chiedono se la gastrectomia doveva essere totale o parziale e quanti linfonodi il chirurgo doveva togliere. A me ne hanno tolti 37, alla compagna di avventura 81! Sono questioni molto complesse! Sembra che l'infoadenectomia D2 sia preferibile (32-35 linfonodi tolti).  Per chi desidera approfondire, invito a leggere nel sito del GIRCG (Gruppo Italiano di Ricerca Cancro Gastrico) l'articolo sul Trattamento dell'Advanced gastric cancer (Cancro Gastrico Avanzato). La classificazione dei linfonodi per opera della Japanese Research Society for Gastric Cancer del 1981 è la più precisa ed analitica e fa riferimento al drenaggio linfatico in funzione della sede di origine del tumore nello stomaco, suddiviso in 3 parti: superiore, media ed inferiore. Gli Autori giapponesi hanno classificato l’estensione della linfoadenectomia in D1, D2 e D3 in rapporto alle stazioni linfonodali asportate.

Invito anche a leggere dalle Dalle Linee Guida del Ministero della Salute la parte riguardante l'estensione della dissezione linfonodale, che riporto.

sabato 2 novembre 2013

2 novembre: Ricordiamo chi è "pass away"



Oggi 2 novembre 2013 si commemorano i defunti. Guardando il dizionario leggo, al lemma defunto: Morto, deceduto - Finito per sempre, scomparso - Persona deceduta. Generano tristezza!! A me piace di più l'espressione inglese "pass away" = passare oltre.
Ritengo giusto ricordare tutte le persone che sono "pass away", in particolare quelle che hanno combattuto e sofferto per un cancro.
Dedico a loro e ai loro familiari alcuni aforismi e tre poesie. 
Ai vivi ricordo la poesia di Martha Medeiros, erroneamente attribuita a Pablo Neruda, dal titolo: Ode alla Vita. Riporto alcune strofe:
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
 

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.
 

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
 

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

venerdì 1 novembre 2013

Quarto round del macht "Giovanni vs recidiva epatica": il trombo



Giovedì 24 ottobre ho fatto la quarta seduta chemioterapica. Come sapete sto prendendo Cisplatino + Xeloda da 500mg per 14 giorni, 3 compresse al mattino e 3 alla sera per la recidiva epatica. E' dura!! Ho dovuto sospendere verso la fine del terzo ciclo per la sindrome mano piede, soprattutto per i piedi. Mi consolano le frasi di Pablo Neruda riportate da Maria Pia, compagna di avventura e amica virtuale:
Non sono solo ira e dolore... forza io sono di pietra pensosa, allegria di mani insieme allacciate. Infine, sono libero entro gli esseri. E tra gli esseri, come l'aria vivo, e dalla solitudine assediata esco verso il folto delle battaglie a conquistare gioie indomabili. Nella scheda tecnica dello Xeloda trovo: Sindrome mano-piede (nota anche come reazione cutanea mano-piede o eritrodisestesia palmo-plantare o eritema delle estremità indotto da chemioterapia). La sindrome mano-piede di grado 1 è definita come intorpidimento, disestesia e parestesia, formicolio, edema o eritema indolore delle mani e/o dei piedi e/o fastidio che non impedisce il normale svolgimento delle attività del paziente.

La sindrome mano-piede di grado 2 è definita come eritema e edema dolorosi alle mani e/o ai piedi e/o fastidio che influisce sullo svolgimento delle attività quotidiane del paziente.